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-Caspar David Friedrich-

Caspar David Friedrich nacque a Greifswald (Pomerania) nel 1774; è stato un pittore tedesco, maggior esponente del Romanticismo Tedesco.
Tra il 1794 e il 1798 studiò presso l’Accademia d’Arte a Copenaghen in Danimarca; poi si trasferì a Dresda, luogo in cui morì nel 1840.
Era tipico rappresentare la tensione umana verso l’infinito, verso il sublime.
Per lui non era importante una rappresentazione pittorica fedele alla realtà, ma bisogna dipingere ciò che suscita emozioni nell’animo umano; il suo soggetto prediletto erano i paesaggi.
Realizzava le sue opere all’interno del suo studio, aiutandosi con precedenti schizzi e bozzetti realizzati all’aria aperta; decideva di rappresentare solo determinati oggetti componenti della realtà esterna, non tutto.

-Monaco in Riva al Mare-

Il Monaco in Riva al Mare è un dipinto di Friedrich ad olio su tela, realizzato tra il 1808 e il 1810, conservato alla National Gallery di Berlino.

Durante la realizzazione dell’opera, Friedrich ebbe qualche ripensamento e la modificò: non vi sono più presenti, infatti, due navi a vela verso l’orizzonte.
Il dipinto conferisce un forte senso di smarrimento: vi è rappresentata una sola persona, vista circa di profilo con un lungo vestito nero, posto su una duna di sabbia; egli è un monaco, non rivolto verso l’osservatore, ma con lo sguardo orientato verso il mare in tempesta.
L’abito scuro del monaco lo fa uniformare ed inglobare con l’ambiente naturale che lo circonda; può essere visto come il limite tra vita terrena e morte.
Questo monaco è l’unico elemento verticale della composizione; la sua figura serve a misurare lo spazio e, quindi, la grandezza dell’ambiente.
L’opera trasmette, dunque, questo sentimento di smarrimento ed inquietudine dell’uomo di fronte alla natura; crea il sentimento del sublime, come inteso da Kant nella sua Terza Critica (del Giudizio).
Essa è divisibile in tre zone orizzontali: una chiara, data dalla duna di sabbia, una scura, data dal monaco, ed un’altra ancora più chiara, data dal cielo che passa dal grigiastro all’azzurro.
Lo sguardo dell’osservatore si perde in tutto il dipinto, non vi è un solo punto da osservare specificatamente.
Collegamento con Leopardi: immaginazione dell’uomo.

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