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Il termine " romanticismo" deriva dall'inglese romantic, un neologismo coniato in ambito letterario nel XVII secolo per indicare in senso spregiativo i romanzi cavallereschi e pastorali, caratterizzati dall'irrazionalità e dalla fantasia. Il filosofo Jean Jacques Rousseau, che può essere considerato una figura di raccordo tra illuminismo e Romanticismo, fu il primo ad utilizzare il vocabolo in un'accezione positiva, come sinonimo di "pittoresco", per sottolineare il rapporto fra un paesaggio e lo stato d'animo da esso evocato; ma fu il tedesco Friedrich Schlegel a valersene per definire la nuova sensibilità artistica, teorizzata sulla rivista tedesca Athenaum. La corrente romantica si presentò con una forte connotazione anticlassica e antilluministica e pervase, seppure in modi diversi e talvolta contraddittori, ogni aspetto della cultura. Respingendo la razionalità e l'equilibrio neoclassico, il Romanticismo esaltava i sentimenti, le passioni istintive, l'inquietudine dell'uomo, gli elementi irrazionali e la libera espressione creativa del "genio". Dal punto di vista formale persistono linguaggi molto diversi: ora rigorosamente legati alla bellezza classica, ora più liberi e innovativi. Se si pensa alla pittura, le due linee si possono osservare confrontando le opere di Ingres e Hayez con quelle di Turner e Delacroix.

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