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Rinascimento

Con questo termine viene indicata la stagione letteraria, artistica, filosofica e scientifica fiorita in Italia tra 400 e 500. Giorgio Vasari è tra i primi a utilizzarlo, per indicare il rinnovamento della pittura introdotta da Giotto. Ma il termine Rinascimento venne utilizzato più propriamente in Francia nel'800 dagli storici.
Gli uomini di cultura italiani del XV e XVI secolo si sentivano legati alla grande civiltà classica di cui si sentivano eredi, consideravano il Rinascimento come il ritorno in vita del mondo classico, mentre il Medioevo un periodo di barbarie e decadenza.
Ma il senso positivo del termine Rinascimento può essere impiegato solo se ci si riferisce alla cultura.
I caratteri distintivi del rinascimento furono l'amore e l'interesse per ogni manifestazione culturale del mondo antico e la consapevolezza della centralità e del valore dell'uomo, capace con la propria intelligenza, di creare il proprio destino.

È con l'Umanesimo che ha inizio il Rinascimento, cioè con lo studio dei testi letterali ai quali si attribuiva la capacità di formare l'interiorità dell'essere umano.
Riprendono vigore il latino e il greco antico.
Per le arti figurative guardare al mondo classico non fu semplice imitazione, ma un modo di creare qualcosa di assolutamente nuovo e diverso; gli artisti rinascimentali si sentivano in grado di raggiungere la grandezza degli antichi, e se possibile anche superarli (trattato sulla pittura di Leon Battista Alberti dedicato agli artisti rinascimentali in particolare a Filippo Brunelleschi).

Filippo Brunelleschi

Giorgio Vasari attribuisce a Brunelleschi (Firenze), l'onore di aver dato inizio alla nuova architettura del Rinascimento. Figlio del notaio ser Brunellesco Lippi, ebbe una formazione che comprendeva lo studio del latino ma preferì le scienze esatte e la matematica, anche se tra tutte le discipline predilesse il disegno, la pittura, la scultura e l'architettura.
Iniziò la propria attività artistica in qualità di orafo, ma dedicò tutta la sua vita all'architettura.
Per i suoi studi soggiorna a Roma, le prime volte con Donatello.
Le sue opere principali furono la cupola di Santa Maria del Fiore (Firenze) e la Rotonda degli Angeli (iniziata nel 1435 ma interrotta dopo due anni, mai terminata fino al 1935 a opera di lavori di restauro).

Donatello

Donato di Niccolò di Betto Bardi nasce a Firenze nel 1386; presso la bottega di Ghiberti apprende le tecniche della fusione in bronzo e acquisisce l'amore per l'arte classica.

Per i suoi studi soggiorna a Roma due volte a partire dagli inizi del Quattrocento, prima con Brunelleschi e poi con Michelozzo.
Molta dell'attività di Donatello si svolge a Firenze, alla cui crescita rinascimentale egli contribuisce forse più di ogni altro artista del tempo; si spostò a Pisa, a Prato, a Siena (dove lavorò alla decorazione del Battistero del Duomo) e a Padova (dove, con Giotto, gettò le basi per la diffusione del Rinascimento anche nell'Italia settentrionale). Muore nel 1466 a Firenze.
Come scrive il Vasari, con Donatello, la scultura giunge a risultati irripetibili: fu il primo a sapersi riallacciare alla tradizione scultorea greco romana e a superarla. Sperimentò tutte le possibili tecniche (tuttotondo, stiacciato, altorilievo e bassorilievo) e tutti i materiali (marmo, bronzo, terracotta e legno), riuscendo ogni volta a dare un'impronta riconoscibile e innovativa alla sua opera.

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