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La pittura del Quattrocento

La pittura del Quattrocento esprime perfettamente i principi fondamentali della concezione del Rinascimento: esaltare l’uomo, raffigurandolo in ambienti costruiti a sua misura, sottolineando i suoi sentimenti e le sue emozioni; rappresentare la natura come gli antichi. Per realizzare questi obiettivi i pittori del Quattrocento fecero ricorso a una grande cura nella tecnica del disegno, allo studio del corpo umano,all’uso della prospettiva e a molteplici ricerche sugli effetti della luce. Il primo pittore a utilizzare le regole della prospettiva lineare nella pittura fu il fiorentino Masaccio, il quale rinnovò ampiamente il linguaggio della pittura realizzando figure umane realistiche e capaci di mostrare i propri sentimenti. Negli affreschi della chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze, egli narrò episodi della vita di san Pietro inserendo le figure entro ambienti cittadini e naturali disegnati secondo le regole della prospettiva. Fra i maggiori pittori del Quattrocento va anche ricordato Piero della Francesca che usò con maestria le regole della prospettiva e sviluppò la ricerca della luce, e Jan Van Eyck, capostipite della pittura fiamminga, vero e proprio virtuoso della rappresentazione del particolare.

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