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Pollaiolo - Ercole e l'Idra scaricato 3 volte

Ercole e l'Idra

Grande conoscitore e imitatore dell'arte classica fu il fiorentino Antonio Benci, detto Pollaiolo, che si formò come orafo, niellatore e scultore in bronzo e avviò insieme al fratello Piero una fiorente bottega, lavorando anche a Roma per i papi Sisto IV e Innocenzo VII. Fu anche pittore e incisore, tra i primi a creare stampe, e forse anche in virtù di questa attività il suo stile è caratterizzato da un accentuato linearismo, che si concentra soprattutto sulle anatomie e sulle espressioni del viso caricandole di movimento e vivacità. La tavola Ercole e l'Idra è un tipico esempio di quadro di destinazione privata di piccolo formato e ispirato dal clima intellettuale della corte del Magnifico. E' rappresentata la seconda delle dodici fatiche di Ercole, in cui l'eroe affronta l'Idra, mostruoso serpente a nove teste. Tutta la composizione è animata da un forte dinamismo, e l'uso del chiaroscuro sottolinea l'anatomia nervosa e scattante del corpo di Ercole. Ogni dettaglio è perfettamente delineato con il talento dell'orafo,dal ventre squamoso del mostro ai sassi e al paesaggio fluviale sullo sfondo, che risente dell'influsso fiammingo. Il tema di Ercole, riproposto dall'artista in altri dipinti e in sculture, era caro agli umanisti perchè simboleggiava la capacità di realizzare grandi imprese basandosi solo sulle proprie forze; le fatiche erano un'allegoria della funzione civilizzatrice dell'operosità umana.

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