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Jacques Louis David: La morte di Marat (1793)


Introduzione


Il pittore deve il suo entusiasmo per l’arte classica a lunghi soggiorni effettuati in Italia. Condividendo gli ideali e l’esaltazione della Rivoluzione e dell’Impero, David rappresenta un’epoca che vede la partecipazione attiva degli intellettuali alla vita politica e diventa “Primo pittore dell’Imperatore”: per questo, durante la Restaurazione, dovette andare in esilio in Belgio. I suoi temi mitologici e storici si piegano al principio dell’estetica neoclassica secondo il quale il pittore non deve riprodurre il momento dell’azione, bensì l’istante che precede e quello che segue. Ciò gli permette di mettere in valore la grandezza dei personaggi e le loro virtù morali che costituiscono un insegnamento per lo spettatore, come la tela “La morte di Marat” del 1793 che la Convenzione commissionò David per rendere onore a Marat.

Descrizione della tela


Le cronache dell’epoca descrivono nei dettagli la decorazione della stanza da bagno in cui Marat viene assassinato da Charlotte Corday. Invece, Marat elimina tutto ciò che renderebbe Marat un uomo comune e preferisce uno sfondo scuro e monocromatico arricchito soltanto da una specie di polvere dorata. Per questo si può dire che la tela acquista la stessa solennità di un monumento. Il decoro è quindi semplice e spoglio, quasi monastico e questo indica la povertà virtuosa di un rivoluzionario incorruttibile quanto generoso. Tre elementi costituiscono la scena: il corpo di Marat, il foglio su cui Marat ha scritto qualcosa, il punto di appoggio del calamaio e della penna d’oca. L’immagine del defunto è costruita prendendo come esempio una deposizione dalla croce del Cristo: la ferita aperta e sanguinante, la testa rovesciata,le braccio abbandonato, il lenzuolo macchiato come se fosse un sudario. Marat è rappresentato come un martire morto per una giusta causa. Il fatto che esso sia stato rappresentato nella vasca da bagno deriva dal fatto che Marat soffriva perennemente di reumatismi ed era costretto a passare gran parte del suo tempo immerso nell’acqua calda. Il pezzo di carta è la prova che rivela allo spettatore la trappola di cui l’assassinio si è servito per ingannare l’eroe, approfittando della sua generosità. Infatti, Marat viene assassinato da una donna che era in difficoltà economiche e Marat, le stava rispondendo ed inviando un assegno, che si nota posto sulla cassa. La cassa che serve da tavolino evoca una pietra tombale. L’iscrizione è molto semplice e dichiara apertamente l’appartenenza politica dell’artista e la sua partecipazione emotiva.
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