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La pittura verso la fine del '400 a Venezia


L'isolamento della cultura veneziana ancora legata a quella tardo antica e quella greco bizantina comincia ad attenuarsi intorno alla metà del secolo 400 in seguito all'espansione verso la terraferma. L'espansione verso la terra ferma diversifica le strutture economiche e vengono favorite sempre più continui rapporti con culture diverse. L'abbondanza dei capitali favorirono numerose commissioni agli artisti nonché la nascita di un collezionismo privato intelligente aperto anche alle novità fiamminghe. La cultura artistica rinascimentale coinvolge Venezia soprattutto attraverso la mediazione della lombardia per quanto riguarda architettura e scultura e per la pittura di Padova con la quale i contatti furono molteplici. Ad esempio Giovanni D'Alemagna e Vivarini lavoravano nella Cappella Ovetari e Mantegna a Venezia dove soggiorno anche Cosmè, Crivelli e Marco Zoppo.
I primi interessati alle novità padovane furono Jacopo Bellini e i Vivarini.Bartolomeo Vivarini fu a Padova e e assimilò le novità. Il Polittico di Ca' Morosini ne è un chiaro esempio: la solidità dei corpi e delle architetture dipinte , l'attenzione alle anatomie e all'organicità dei panneggi non si accompagna ad una chiara logica costruttiva (come si vede un'unificazione spaziale) il battista ad esempio campeggia contro uno sfondo roccioso che ha valore non tanto spaziale quanto di attributo specifico dell'asceta.
Alvise Vivarin i= egli addolcì i linearismi padovani sull'esempio di Antonello di cui non colse però la magia luministico.
Es: La Sacra Conversazione del 1480
La committenza più raffinata si rivolse alla bottega di Jacopo Bellini dove lavoravano i figli Gentile e Giovanni . Gentile Bellini impegnato sopratutto nel 'esecuzioni di teleri che in particolare alla fine del secolo si diffonderanno sempre più sostituendo i cicli ad affresco per la decorazione di scuole ed edifici pubblici. Gentile Processione di Piazza San Marco egli non creava una spazialità organica e unitaria ma la prospettiva per singoli frammenti : manca nell'opera un centro chiaramente definitivo. I gruppi nel telero sono dotati di una distinta costruzione prospettica . Il pittore disloca gruppi serrati di figurine abbastanza grandi per potervi includere precisi ritratti e indugiare sui dettagli dei costumi. Gentile avrà fortuna come ritrattista tanto che sarà invitato a ritrarre Maometto mentre nella pala La predica di San Marco ad Alessandria i colori assumono un aspetto più luminoso e morbido forse per influenza di Giovanni.


Giovanni Bellini: le prime opere



Assimila della lezione di Piero della Francesca di Antonello e dei Fiamminghi. Uno dei caratteri distintivi di Giovanni Bellini è rinnovarsi senza ingannare il colore orientale e la spiritualità bizantina.
La trasfigurazione sicuramente l'opera deriva da uno studio fiammingo è l'importanza conferita al colore e alla luce inserendo l'evento miracoloso in un'atmosfera naturale.
La Pietà ora a Brera, sono presenti i grafismi mantegneschi ( es i capelli di San Giovanni.
La conoscenza dei fiamminghi si è estesa fino a Van der Weyden. Avvicinamento dello spettatore tramite il parapetto che consente il taglio a mezza figura elemento di matrice nordica.

Gli anni 60 o dialogo con Piero della Francesca e Antonello e la nascita del paesaggio umanistico


l'incontro con Piero della Francesca avvenne negli anni 60 in occasione di un viaggio in Italia centrale il cui risultato è l'Incoronazione della Vergine rivoluzionario perché nella tradizione presentava un fondo oro e in bellini viene sostituita dal paesaggio aperto non un semplice fondale ma ambiente che si collega grazie alla circolazione di luce e aria.

Dialogo con Antonello che come si ricorderà è presente a Venezia verso il 1474 , sembra che Antonello abbia guidato il veneziano nella resa dei fenomeni luminosi.
Nella pala di San Cassiano Antonello si rifà allo schema compositivo della sacra conversazione Belliniana.
Tuttavia la novità della pala è il superamento del rapporto metrico tra spazio e figure in favore di un connettivo atmosferico dato dal lume dorato.
Bellini seguì Antonello in adesione della vitalità luminosa direzionandola al personale senso della natura. Negli anni successivi all'incontro con Antonello nascono quadri come le Stimmate di San Francesco : la figura umana immersa nella natura, avvolta da una luce chiara che abbraccia ogni cosa dal ciottolo all'arbusto dall'uomo alla roccia.
Varietà botanica, il paesaggio quotidiano sono frutti di studi dal vero.
Il rapporto tra uomo e mondo che qui si esprime è profondamente diverso da quello proposto dai fiorentini. L'uomo non è centro di un universo ma fibra tutto con cui vive in armonia. In questo bellini interpreta un ideale tipico di Venezia ed enunciato dall'umanista Ermolao Barbaro l'operare è fondata sulla consapevolezza si un intimo e armonico rapporto tra poesia e filosofia, tra verità e bellezza, tra uomo e natura , armonia da raggiungere attivando le migliori qualità umane. Ideale che troverà formulazione ancora più limpida nelle opere successive.
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