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La pittura del '400 a Padova


Donatello giunge a Padova nel 1443per restarvi 10 anni. Padova Donatello incontra un ambiente aperto è Padova è il luogo in cui si studia con le armi della filologia, della storia, dell'archeologia.
Facciamo attenzione alla fisionomia della città il primo luogo alla presenza dello studio (Università) uno dei più antichi e vitali dell'epoca dove affievoriva una cultura averroista e aristotelica a carattere prevalentemente scientifico e laico volto allo studio del mondo fisico e naturale piuttosto che alla teologia e alla metafisica. In secondo luogo il ricorso a modelli romani/ imperiali da parte dei Carraresi in opposizione a quelli bizantini della rivale Veneziana. Infine ebbero un certo peso i primi contatti con Firenze attraverso l'opera di artisti rinnovati da Filippo Lippi a Paolo Uccello o i soggiorni di Paolo Uccello o Cosimo il Vecchio. I nuovi fenomeni sono da riferirsi ad un gruppo di eruditi e antiquari che partono dalla ricerca e analisi dei resti epigrafi per raggiungere una rievocazione fantastica. È il caso di Ciriaco d'Ancona che batté tutto il Mediterraneo copiando e descrivendo monumenti o di Felice Feliciano, antiquario, estimatore e amico di Mantegna.

Donatello a Padova


Opere di Dontatello “Gattamelata” , l'altare di Sant'Antonio. Il dramma che si svolge nei rilievi del basamento che raffigurano i miracoli del santo. Cogliendo suggerimenti dagli affreschi trecenteschi di Giusto de Menabuoi o da quelle di Altichiero. Donatello realizza fondali imponenti dove raggruppa la folla in modo vario e articolato. Dove la folla è la protagonista negli episodi raffigurati.
Deposizione dove lo spazio è annullato dalle figure contenuti a fatica nella cornice. In quest'opera Donatello rinnega i principi di razionalità e fiducia dell'individuo che avevano retto le formulazioni umanistiche e che negli stessi anni stava affermando nel Gattamelata. sono i primi sintomi della crisi che maturerà nei decenni successivi.
L'espressionismo lineare è stimolato dall'influenza germanica sensibile in molta statuaria veneta soprattutto delle valli.

Squarcione e i suoi allievi


Francesco Squarcione 1397- 1468 accoglie con se artisti di ogni dove spesso adottandoli e sfruttandoli. Appassionato dell'antico (verso gli anni 20 del 400' si recò probabilmente in Grecia) ancora legato ad una spazialità tardo antica e a un linguaggio fondato sulla linea, egli fu il primo ad essere toccato dall'arrivo di Donatello.
Nella Madonna col Bambino ora a Berlino è esemplata su una placchetta donatelliano e in essa compaiono elementi che passeranno ai sui allievi: festoni di fiori e frutta,linea elaborata e tagliente che sbalza tra le figure e si esaspera nei panneggi,colori intensi e marmorei. Su questo ci saranno modi opposti da una parte il severo classicismo di Mantegna e dall'altra gli artisti riuniti sotto l'etichetta di squarcioneschi Marco Zoppo Carlo Crivelli, Schiavone, nonostante le inclinazioni personali sono unificati dalla predilezione per contorni aspri e contorti, colori intensi e irreali, che trasfigurano carni e stoffe in pietre e smalti per l'antico utilizzato come ornamento erudito per una prospettiva più intuita che scientifica. Marco Zoppo e Schiavone disciplineranno il parte il loro linguaggio grazie alla vena pierfrancescana introdottasi a Padova intorno agli anni 50 attraverso il cantiere della cappella Ovetari. Quando l'esasperata lezione squarcionesca risulterà superata dai più naturali indirizzi proposti da Venezia, i suoi esponenti migreranno lungo le coste in centri periferici dando vita ad un ''area di cultura adriatica.

Gli Eremitani e la formazione di Andrea Mantegna


Chiesa degli Eremitani Cappella Ovetari 1447 un eterogeneo gruppo di artisti che contava Giovanni D'Alemagna e Antonio Vivarini (sostituiti dal 1450/1 da Bono da Ferrara e da Ansuino da Forlì portatori di una pittura toccata dall'esempio di Piero della Francesca ) i giovani Nicolò Pizzolo e Andrea Mantegna. Andrea Mantegna unisce l'applicazione statuaria della prospettiva a una ricerca antiquaria. Es. Nelle storie di San Giacomo il pezzo antico non era concepito come semplice dettaglio decorativo ma veniva utilizzato per fornire una ricostruzione storica degli eventi con lo scopo d recuperare la monumentalità propria del mondo romano con una volontà a mutare in statue le persone viventi.
Martirio di San Cristoforo 1455 le architetture acquistano una potenza allusiva che sarà tratto distintivo di una produzione mantegnesca.
Loggia =scenario del martirio. Personaggi tratti dalla vita vera , gli edifici sono in parte esemplati sul modello antico, l'ammorbidirsi delle forme testimoniano un mutamento di indirizzo probabilmente frutto di contatti con la pittura veneziana, in particolare con Giovanni Bellini del quale Mantegna aveva sposato la sorella.
Pala di San Zeno opera terminale della fase formativa.
Il ricorso a citazioni dall'antico e il virtuosismo prospettico saranno ulteriormente sviluppati dall'artista a Mantova che verrà chiamato in qualità di pittore di corte e si stabilirà nel 1460. La pala di San zeno risultò un esperienza sconcertante solo alla fine del secolo la scuola produrrà capolavori autonomi di Liberale da Verona.
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