Michelangelo Buonarroti nacque a Caprese vicino Arezzo nel 1475, in una famiglia fiorentina di antica nobiltà, ma non benestante (infatti il padre prese la carica di podestà di quel comune).
Nel 1488 iniziò ad apprendere l’arte del disegno presso la bottega del Ghirlandaio a Firenze, anche se i suoi veri maestri furono Giotto, Donatello, Masaccio e soprattutto gli antichi.
Iniziò poi a frequentare l’ambiente mediceo dove si avvicinò alla filosofia neoplatonica e a una religiosità molto profonda e tormentata.
Nel 1494 (cacciata dei Medici) andò a Venezia e Bologna. L’anno successivo tornò nella sua città, ma si allontanò ancora temendo l’invasione francese e scosso da Savonarola, che gli inculcò l’idea che la Chiesa dovesse essere riformata.
Nel 1496 arrivò a Roma dove ebbe committenze da parte dei cardinali e dove realizzò la sua prima Pietà venendo sempre più a contatto con i valori antichi.

Nel 1499 tornò a Firenze ; lavorò con Leonardo e Raffaello e eseguì il David in marmo.
Nel 1505 Giulio II lo chiamò a Roma per commissionargli la sua tomba che doveva essere faraonica, ma che non fu mai completata ( ne farà un’altra non faraonica a San Pietro in vincoli). Qui Michelangelo si fermò quasi tutta la vita, anche se spesso tornò a Firenze per alcune opere come le tombe medicee.
Negli ultimi anni la sua figura divenne sempre più nota, fu venerato, ma anche criticato per il “Giudizio universale”.
Morì a Roma nel febbraio 1564 e il suo corpo fu riposto a Firenze nella basilica di Santa Croce.

Scultura

- Zuffa di centauri ( 1491-92,Firenze): opera eseguita a soli diciassette anni per Lorenzo il Magnifico su un soggetto proposto da Poliziano.
E’ una storia della mitologia greca; i centauri volevano rapire le donne. Interviene Apollo al centro con la mano alzata che fa vincere i latidi sui centauri.
C’è un groviglio di figure contorte che lottano per la sopravvivenza, anche se i centauri non appaiono; è evidente un forte dinamismo e un’ottima resa anatomica nella torsione e tensione muscolare.
È visibile l’inserimento del phatos percepibile dai movimenti dei personaggi e dalla complessità delle pose.
Nella fascia superiore e nei corpi è presente il motivo del non finito, con il marmo lasciato grezzo.
- Pietà (1498-99, basilica di San Pietro): opera scultorea commissionatagli dal cardinale francese Jean de Bilhères. Fu il suo primo capolavoro.
La scultura rappresenta una Madonna Giovanissima *(vuole alludere al significato simbolico di Chiesa eterna che accoglie il corpo di Cristo come strumento di redenzione) che tiene sulle ginocchia il figlio morto.

La composizione ha struttura piramidale: la Vergine e Cristo sono uniti da un panneggio fortemente plastico, che assomiglia nella consistenza alla stoffa, pesante e con pieghe profonde nella parte inferiore del manto, lieve e con piccole increspature nella tunica.
Il marmo ha una perfetta levigatura, le figure sono del tutto rese in modo anatomico e caratterizzate da umanissima malinconia. Il dolore è misurato, compassato.
È evidente la ricerca di uno stile nuovo, lontano dai canoni del Quattrocento.
* La bellezza è divina, non si può deturpare col tempo.
- David (1501-04, Firenze): Opera scultorea eseguita durante il periodo della Repubblica di Pier Soderini, durante l’esilio dei medici come emblema delle libertà repubblicane.
Si tratta di un blocco di marmo alto e stretto già sbozzato per una facciata del Duomo realizzata solo nella seconda metà dell’Ottocento. E’ conservato nella Galleria dell’Accademia.
La statua rappresenta un giovane di 4 metri di altezza (doveva avere 14 anni) interpretato come un kuros greco in piena maturità. E’ un uomo giovane, ma perfetto, con perfetta resa anatomica (mani, vene,etc.).
Egli è in procinto di lanciare la pietra, tutti sanno che lo farà, così come tutti devono sapere che, in caso di attacco, la Repubblica fiorentina sarà energica e valorosa. E’ rappresentato nel momento di massima concentrazione fisica e psicologica: il volto esprime consapevolezza e determinazione, le sopracciglia sono aggrottate, il braccio sinistro sistema la fionda sulla spalla e il destro prepara il lancio.
 Idealizzazione anatomica + bellezza = MIMESIS GRECA, classicità completa (evidente anche nella posa che richiama al chiasmo).
Si decretò che l’opera fosse posta a Piazza della Signoria come simbolo della democrazia fiorentina.

Caratteri generali Michelangelo
- Non è importante la storia, ma l’interpretazione di essa. Il fatto storico è solo un pretesto per una sua interpretazione personale.
- Il centro della sua ricerca è l’uomo, la natura è solo lo sfondo.
- La bellezza è ideale, un po’ alla greca.

PITTURA
- Sacra Famiglia con san Giovannino (Tondo Doni, 1504-05,Firenze): opera pittorica commissionatagli dal ricco mercante Agnolo Doni in occasione delle sue nozze con Maddalena Strozzi.
E’ una sorta di tavola rotonda (no limiti retti, le figure si muovono nello spazio).
In primo piano ci sono la Madonna, il Bambino e san Giuseppe; la Madonna, non più aggraziata, ma muscolosa (concetto di bellezza al maschile, stile greco), compie una torsione per afferrare il Bambino dalle braccia di san Giuseppe.
La rappresentazione non è più piramidale (come con Leonardo), ma dinamica e in divenire (posa serpenti nata), capace di sprigionare energia dai movimenti, mentre il chiaroscuro e i colori brillanti esaltano la volumetria.
Dietro alle figure principali, san Giovannino compare da un muretto e dietro di lui appaiono figure nude sedute su una balaustra: ciò rappresenta simbolicamente il susseguirsi delle diverse epoche della storia dell’umanità, dalla civiltà pagana prima dei comandamenti (i nudi) all’età di Mosè sotto i comandamenti (san Giovannino e san Giuseppe), fino all’età della salvezza (incarnazione di Cristo).
Questa lettura è visibile anche nella cornice con figure scolpite; in basso due sibille (età pagana), ai lati due profeti (età di Mosè), in alto Cristo (età della salvezza), alternate da un fregio con fronde vegetali, animali, maschere di satiri e lo stemma a mezzaluna degli Strozzi.

I nudi sono tutti volti all’indietro, proprio a dire che non possono guardare avanti per la magnificenza.
La natura e l’uomo non sono comprimari, essa è appena rappresentata, ciò che è importante è l’uomo.
- Volta della Cappella Sistina (1508-12, Roma – Città del Vaticano): opera commissionatagli da papa Giulio II già iniziata da Sisto VI nel 1481-83. Era infatti necessaria una nuova affrescatura della volta di 400 m2, che, originariamente coperta da un cielo stellato dipinto da Pier Matteo di Amelia, era stata danneggiata nel 1504 da una profonda spaccatura.
Michelangelo iniziò a dividere le superfici da affrescare creandosi una griglia e seguì il tema che gli fu dettato dai dotti, ovvero l’origina e la storia della vita secondo il credo cristiano, dalla creazione fino alla fine del mondo.
Egli creò una rappresentazione di oltre 300 figure inserite in un inquadratura di finte architetture classiche servendosi della tecnica Tromp d’oil (= illusione prospettica). La sola parte di architettura vera sono i pennacchi agli angoli.
La parte centrale è divisa in 9 riquadri dove si parte dalla Genesi per arrivare all’Ebbrezza di Noé (peccato), fino alla divisione della luce dalle tenebre (inizio).
Tutto intorno ci sono immagini di ignudi (rappresentazione del paganesimo) tutti girati realizzati col pretesto di mettere in mostra il corpo umano.
Nella fascia esterna troviamo alternati profeti e sibille.
Sui quattro pennacchi ci sono 4 storie importanti che narrano eventi miracolosi per il riscatto del popolo di Israele.
Le parti triangolari contengono le rappresentazioni delle generazioni prima di Cristo.
Tutto ciò è IN LINEA CON QUELLO CHE GIA’ C’ERA -> La storia di San Pietro; infatti, la Chiesa cerca un pretesto per giustificare il fatto che il papa sia legittimo.
Le figure sono possenti, grandiose, di una bellezza ricercata (come l’Adamo bellissimo perché non ancora corrotto dal peccato).
- Giudizio Universale (1536-41, Roma - città del Vaticano): affresco sulla parete di fondo della Cappella Sistina che rappresenta l’atto finale della storia dell’umanità. Michelangelo lo svolse nel periodo dopo la cacciata dei papi da parte dei Lanzichenecchi , dopo riforma protestante e la Controriforma. Siamo nel contesto del Manierismo.
Significato del tema: Ricordati che morirai e sarai giudicato.
La natura non compare, c’è un’astrazione.
Le figure sono libere e il Cristo giudice giovane e sbarbato, appare molto possente e appesantito, mette paura col suo giudizio. La Vergine è piccola e timorosa del figlio così possente.
Vicino alla Vergine ci sono sant’Andrea con la Croce e san Giovanni Battista con la pelle dell’eremita. Alle sue spalle forse c’è santa Lucia.
Sotto il Cristo ci sono San Bartolomeo e San Lorenzo, entrambi col simbolo del martirio: San Bartolomeo tiene in mano un coltello e la sua pelle (scuoiato vivo), San Lorenzo tiene una graticola ( bruciato vivo).
Michelangelo rappresenta in San Bartolomeo Pietro Laritino e sulla sua pelle c’è proprio il suo autoritratto.
Il pittore supera l’idealizzazione per accentuare caratteri drammatici; i dannati scendono da Caronte (traghettatore dei defunti) e gli eletti salgono al paradiso aiutati da angeli senza ali. Ciò nonostante, in tutte le figure c’è un senso di dramma.
Nell’angolo in basso a destra c’è Minosse (re cretese divenuto giudice nell’oltretomba) avvolto da un serpente

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