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Città ideale - l'esempio di Palmanova


La città ideale è stata definita tale proprio per la sua condizione di idealizzazione e si trovano pochissimi esempi di vera città ideale costruita. L’unica realizzazione le cui forme derivano dagli studi compiuti dai teorici sulla città ideale è la città di Palmanova, in provincia di Udine. Questa città ha le forme della città ideale, ma non ne ha i contenuti. È una città militare, edificata alla fine del 1500, quando già il rinascimento era nella sua fase tarda. Ha funzione esclusivamente militare e viene costruita quando la Repubblica di Venezia vuole porre un avamposto militare in prossimità dei confini orientali, minacciati dall’ascesa dei Turchi. Non nasce quindi con lo scopo di esprimere dei contenuti umanistici e per essere un luogo in cui vivere. È una città fortificata, con un sistema eccezionale di bastioni e di fossati e al suo interno ci sono abitazioni e palazzi per l’alloggiamento delle milizie. Ma tendenzialmente è come se fosse una grande caserma. La sua forma però riprende gli studi sulla città ideale.
Tendenzialmente i modelli che venivano proposti tra 1400 e 1500 riguardo la città ideale erano modelli radio centrici, cioè sviluppati secondo una geometria radio centrica (a pianta circolare o poligonale), definita da un sistema stradale radiale, convergente verso un centro, che era la piazza cardine dell’intera struttura. Nel caso di Palmanova la pianta è un poligono di 9 lati, che in corrispondenza degli spigoli si rinforza attraverso dei bastioni. I bastioni sono strutture difensive di forma triangolare (in pianta).
Nascono nel rinascimento a seguito dell’introduzione della polvere da sparo e della conseguente nascita delle artiglierie. Queste impongono una rivisitazione dei sistemi difensivi medievali. Tendenzialmente la città medievale aveva mura lunghe e non particolarmente spesse, rinforzate da torri e torrioni quadrangolari che sporgevano dal perimetro murario così da difendere i fianchi in caso di assedio, portato con torri di assedio. Tuttavia questo tipo di mura non era adatto a reggere l’urto dei colpi di cannone: le palle, ricavate dalla fusione del ferro, potevano creare delle voragini far crollare porzioni di mura con cui entrare facilmente. Il concetto del bastione prevede invece che sia un tipo di fortificazione rinforzata da terra, un terrapieno, che si agganciava al sistema murario. Questa geometria era funzionale per due motivi: era bassa e piena di terra, quindi i colpi di cannone avevano un’efficienza relativa, inoltre le mura erano inclinate (la cosiddetta “scarpa”), cosicché l’angolo di incidenza di un colpo fosse superiore a 90°, in modo che l’impatto non fosse troppo devastante. Inoltre la grande spianata superiore era funzionale al posizionamento dei cannoni: le batterie di artiglieria si posizionavano sul perimetro e il bastione diventava un’enorme fonte di fuoco che in caso di assedio metteva in grande difficoltà gli assedianti, che erano esposti a un fuoco continuo.
Ci sono bastioni in corrispondenza degli spigoli e un sistema di strade radiali che converge in una piazza ottagonale, associato a un sistema di strade parallele al poligono ottagonale, che generano isolati interni di forma trapezioidale. Altro schema è quello che combina quello radiale con una strada a sviluppo elicoidale che anche qui converge nella piazza.
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