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Pienza - Un esempio di città ideale


Fra le realizzazioni di città ideale spesso si cita un piccolo borgo in provincia di Siena, Pienza. In realtà non rappresenta propriamente una città ideale: è un piccolo borgo medievale che nel corso del 1400 viene interessato da una serie di interventi di ristrutturazione urbanistica che configurano una nuova piazza sulla quale prospettano nuovi edifici rinascimentali. Pienza non ha quindi le forme di una città ideale, perché ha quelle di un borgo medievale, ma ne ha i contenuti. O quantomeno l’ispirazione di definire un modello di città ideale così come era stato teorizzato dagli umanisti del 1400 è ciò a cui si ispira colui che da vita a questo intervento di ristrutturazione urbana, cioè Enea Silvio Piccolomini, papa con il nome de di Pio II. Lui era nativo di questo borgo, che prima si chiamava Corsignano a seguito della ristrutturazione voluta dal papa viene rinominato Pienza, con intenti celebrativi.
La pianta evidentemente non ha nulla a che vedere con gli schemi di città ideale, ma d’altronde è un tipico borgo medievale che si sviluppa sul crinale di un colle e ha una strada principale e poi una geometria irregolare che asseconda il terreno. In blu sono evidenziati gli interventi voluti dal papa e il più significativo è quello realizzato sulla piazza, sulla quale prospettano la Cattedrale, il Palazzo Piccolomini e altri palazzi di carattere pubblico: il Palazzo Vescovile, il Palazzo Pretorio e un edificio privato che è Palazzo Ammannati. Questa piazza e questi edifici sono il nucleo del boro, che è molto piccolo, e sono posti sul perimetro, in prossimità dell’asse principale. La zona in cui si trova questo borgo, è la parte della provincia di Siena più suggestiva dal punto di vista paesaggistico, cioè la Val d’Orcia. È una delle zone collinari più suggestive della Toscana e anche nel rinascimento era così, anche perché le colture e le crete senesi generano dei cromatismi molto suggestivi, che si modificano da stagione a stagione. È quindi un borgo che è pressoché immerso nella natura e di questi aspetto terrà conto anche Bernardo Rossellino, che è l’architetto a cui il papa affida i lavori di ristrutturazione urbana. Egli, quando progetta la piazza, a seguito della demolizione di precedenti edifici, da vita a una piazza di pianta trapezioidale: i due edifici i destra e sinistra (Palazzo Piccolomini e Vescovile) sono leggermente inclinati, così da creare una piazza divergente verso la cattedrale. Questo avviene per due ragioni: innanzitutto lo spazio disponibile era molto limitato (il borgo è piccolo) e per aumentare la dimensione a livello di percezione visiva fa allargare la piazza in questo modo; inoltre questo consente anche di stabilire una distanza fra la Cattedrale, che così si isola, e gli edifici che la fiancheggiano e allo stesso tempo di creare due coni ottici a fianco della cattedrale. Osservando i lati della cattedrale si intravede alle sue spalle il paesaggio retrostante, che è quello suggestivo della Val d’Orcia. In una certa misura quindi l’obiettivo è quello di stabilire una relazione visiva, percettiva ma anche ideale fra natura e architettura, fra l’opera dell’uomo e la bellezza della natura retrostante. Questo aspetto viene tenuto in considerazione anche nel progetto di Palazzo Piccolomini, che era la residenza estiva di papa Pio II.
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