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Milano neoclassica

Nonostante nel 1700 l’Italia fosse una tappa fondamentale del grand tour di intellettuali artisti, qui il nuovo stile neoclassico fece fatica ad affermarsi, poiché risultava divisa in molti stati e mancava di una cultura unitaria. Di fatto pose fine a questa situazione l’arrivo di Napoleone, il quale impose il nuovo gusto artistico e architettonico.
Solo Milano si dimostrava precocemente aggiornata sul Neoclassicismo, grazie alla presenza di un importante architetto, Giuseppe Piermarini, e alle numerose committenze di alto profilo da parte della casa asburgica, così come degli intellettuali illuministi.
Tra il 1796 e il 1815, Milano assunse il ruolo sempre più definito di capitale di un territorio in rapido sviluppo, soprattutto riguardo al piano urbanistico.
I principali edifici architettonici milanesi risalenti all’età neoclassica sono:

- Il Palazzo Serbelloni = è un edificio costruito tra il 1775 e il 1793 su progetto dell’architetto Simone Cantoni; committente dell’opera era Gian Galeazzo Serbelloni, un rappresentante dell’aristocrazia cittadina.
Il prospetto è significativo, presenta un andamento orizzontale sottolineato da fasce e ritmato dalla scansione delle aperture, mentre la zona centrale della facciata è la parte più monumentale dell’edificio: qui dal basamento si ergono lesene di ordine ionico; alle loro spalle si apre un’imponente loggia. Tra le due file di finestre si ha un fregio continuo che rappresenta le battaglie dei milanesi contro Federico Barbarossa.
Nel 1796 abitarono per qualche mese Napoleone e la moglie mentre oggi l’edificio è sede del Circolo della Stampa;
- La Villa Belgiojoso = è una dimora privata costruita tra il 1790 e il 1793 e commissionata a Leopold Pollack dal nobile milanese Ludovico Barbiano di Belgiojoso. Era stata progettata come residenza suburbana per la nobile famiglia.
Il fronte è volto verso un grande giardino. Il prospetto è ricco e scandito da un ordine ionico gigante e dal regolare succedersi delle finestre. I timpani delle due ali laterali raffigurano il Carro di Apollo e il Carro di Diana, mentre i timpani che sormontano le finestre recano scene tratte dalle Metamorfosi di Ovidio.
- Il Teatro alla Scala = è uno dei più importanti edifici pubblici dell’epoca, che Maria Teresa d’Austria commissionò a Piermarini nel 1776 a seguito dell’incendio che aveva distrutto il precedente teatro cittadino.
La struttura sorse sull’antica sede della chiesa di Santa Maria alla Scala e fu pertanto battezzata “Teatro alla Scala”.
L’edificio venne concepito prestando particolare attenzione all’utilizzo pubblico a cui era destinato: l’esterno, con il portico per le carrozze, la terrazza e il timpano sovrastante e l’interno, con i servizi e i palchi sovrapposti che rispondevano ai criteri illuministi;
- Il Castello Sforzesco = l’edificio trecentesco è stato soggetto a una risistemazione nei primi anni del 1800 da Giovanni Antolini: il progetto prevedeva di realizzare una vasta area ispirata agli antichi fori, che per questo si sarebbe chiamata Foro Bonaparte, intorno alla quale sarebbero sorti edifici di pubblica utilità.

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