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Concetti Chiave

  • Scipione Toso commissionò la tela "Martirio delle sante Rufina e Seconda" ai tre maggiori pittori lombardi del tempo negli anni venti del Seicento.
  • Il dipinto è un esempio della drammatica espressività della pittura lombarda dell’età borromaica, con stili distintivi dei tre artisti coinvolti.
  • La parte sinistra, realizzata da Cerano, evidenzia un gusto tragico, con figure come l'uomo a cavallo e la testa mozzata di santa Seconda.
  • Morazzone contribuisce con una vena teatrale, mostrando il carnefice e il putto in volo in una composizione drammatica e intensa.
  • Procaccini porta dolcezza e intimità espressiva, rappresentando santa Rufina e un angioletto con elementi stilistici unici.

Indice

  1. La commissione di Scipione Toso
  2. La drammatica espressività lombarda
  3. L'enfasi teatrale di Morazzone

La commissione di Scipione Toso

All’inizio degli anni venti del Seicento il nobile milanese Scipione Toso commissionò ai tre maggiori pittori lombardi del tempo - Giovan Battista Crespi, detto Cerano, Giulio Cesare Procaccini e Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone - la tela con il Martirio delle sante Rufina e Seconda, per questo motivo meglio conosciuta come la “tela delle tre mani”.

La drammatica espressività lombarda

Il dipinto rappresenta un saggio degli stili dei tre artisti e allo stesso tempo costituisce un eccezionale documento della drammatica espressività che caratterizzava la pittura lombarda del’età borromaica.
Nella parte sinistra della composizione, eseguita dal Cerano, l’uomo a cavallo, il putto che abbraccia il cane e soprattutto la testa mozzata di santa Seconda mostrano il gusto tragico e partecipe con cui l’artista si accostava alle scene di martirio.

L'enfasi teatrale di Morazzone

Tale drammaticità è ulteriormente enfatizzata dalla vena teatrale di Morazzone, che dipinse, al centro della composizione, il brutale carnefice con la spada sguainata mentre, con toni più pacati ed eleganti, fece emergere dal fondo scuro il volto dell’uomo armato e il putto in volo che porge la palma del martirio.
Le figure di santa Rufina, avvolta in un ampio mantello rosso, e del biondo e riccioluto angioletto in primo piano a destra sono invece caratterizzate da dolcezza e intimità espressiva, sigle stilistiche inconfondibili dell’arte di Procaccini.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della tela "Martirio delle sante Rufina e Seconda"?
  2. La tela, commissionata da Scipione Toso ai tre maggiori pittori lombardi, rappresenta un esempio della drammatica espressività della pittura lombarda del Seicento, evidenziando gli stili distintivi di Cerano, Morazzone e Procaccini.

  3. Come si manifesta la drammaticità nel dipinto?
  4. La drammaticità è evidente nella parte sinistra, dove Cerano ritrae scene di martirio con gusto tragico, mentre Morazzone enfatizza la tensione con un carnefice minaccioso al centro, creando un contrasto con le figure più dolci di Procaccini.

  5. Quali sono le caratteristiche stilistiche dei tre artisti coinvolti?
  6. Cerano mostra un approccio tragico, Morazzone utilizza un'enfasi teatrale, e Procaccini si distingue per la dolcezza e l'intimità espressiva, rendendo la tela un'opera complessa e ricca di sfumature stilistiche.

Domande e risposte

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