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Pala di San Zeno


Nel 1457 Mantegna (artista umanista) viene incaricato di realizzare la Pala di San Zeno a Verona, nella chiesa omonima. Mantegna inizia ad esercitare la sua attività pittorica non solo a Padova, ma estende la sua fama anche a città del Veneto. Nel Rinascimento, infatti, gli artisti non sono stanziali e lavorano nei luoghi in cui sono chiamati.
Per esempio, il committente di questa pala è Gregorio Correr, un intellettuale educato da Vittorino da Feltre. Correr dimostra che la cultura classica è un elemento fondamentale per il mecenatismo.
Una pala che solo apparentemente assomiglia ad un trittico: in verità è una pala unitaria. Al centro vi sono due colonne, che sono dipinte per delimitare la loggia in cui avviene la scena principale. Gli elementi architettonici del dipinto, quindi, corrispondono a quelli della cornice. Rappresenta la scena della Santa conversazione.
I santi a destra e a sinistra e gli angeli al centro sembrano uscire dallo spazio pittorico per dimostrare che non esiste nessuna differenza fra lo spazio pittorico e lo spazio reale. Mantegna è il pittore dell’illusionismo pittorico, poiché vuole dimostrare che spazio pittorico e spazio reale sono uguali. I festoni sono un elemento ereditato da Squarcione, e hanno un significato escatologico qua, poiché annunciano la futura morte di Cristo.
Dipinti dietro alla scena chiara citazione classica con rilievi monocromi che simulano delle sculture a rilievo, cercando di simulare anche il marmo, usando un elemento tipicamente pagano.
Sotto i dipinti principali vi è la continuazione iconografica (storia di cristo dalla nascita alla morte) dell’opera, poiché rappresenta l’orazione nell’orto, la crocifissione e la risurrezione, che confermano il significato escatologico e prolettico dei festoni.

Nell’orazione nell’orto si vede Cristo che prega, mentre i soldati si avvicinano per catturarlo. Mantegna crea un dipinto che raffigura dettagliatamente la natura, non dando solo la visione di essa, ma dando una dimensione veritiera della natura. Vi sono delle api vicino alle fronde dell’albero in primo piano. L’acqua che scorre sembra far risuonare il rumore dell’acqua. Si è parlato di una dimensione sinestetica, ovvero l’intreccio di due percezioni sensoriali diverse. Questi elementi hanno un valore simbolico all’interno della cultura cristiana, in particolare dall’albero si notano dei grappoli di uva, che rimandano al tema eucaristico. L’albero a sinistra è in parte morto ed allude alla futura morte di Cristo.
L’attività artistica non è un fatto individuale, ma collettivo: l’artista copre il lavoro più significativo, ma dietro a lui vi sono altre persone, a partire dal committente, a cui l’artista deve attenersi completamente.
La crocifissione fa vedere l’atteggiamento della Madonna e di San Giovanni Evangelista davanti al crocifisso. La Madonna sta per svenire, mentre Giovanni (a sinistra, verde) esprime palesemente la sua tristezza. I soldati romani si giocano ai dadi la veste di Cristo.
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