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Andrea Mantegna: vita e opere

Biografia

Nasce a Isola di Carturo (Padova) nel 1431.
Compie il suo apprendistato artistico nella bottega di Francesco Squarcione e nel 1460 si trasferisce a Mantova, dove resta fino alla sua morte nel 1506.
Si allontana solo per compiere due viaggi: uno in Toscana (Firenze e Pisa) nel 1466 e 1467 e l’altro a Roma fra il 1488 e 1490. Padova era uno dei più importanti centri italiani della cultura antiquaria.


Opere

    Giovane uomo semigiacente su una lastra di pietra

Realizzato su pietra nera, con penna e inchiostro fra il 1475 e il 1485.
Conservato al British Museum a Londra, il giovane nudo sta cercando di sollevarsi da una lastra di pietra, per questo ha la gamba sinistra piegata mentre la gamba destra allungata.
Quest’azione di sostegno è contribuita dalle braccia e dalla testa piegata a sinistra.
Il giovane è visto in scorcio (dai piedi alla testa) ed è rappresentato con una geometria regolare, un forte chiaroscuro e una decisa linea di contorno.


    Orazione nell’orto

È un’opera realizzata con tempera su tavola e oggi conservata alla National Gallery a Londra.
Cristo è inginocchiato sulla roccia e medita davanti all’apparizione di cinque angeli che gli mostrano i simboli della passione: la colonna della flagellazione, la croce e la lancia.
Giuda guida la folla di armati venuti per catturare il figlio di Dio mentre i tre discepoli addormentati sono parti costitutive del paesaggio, così come l’albero secco e avvoltoi, che indicano la morte, e gli uccelli bianchi, che rappresentano la vita. La città sullo sfondo è Gerusalemme che prende in prestito i monumenti da Verona, Venezia, Roma e Costantinopoli.


    Pala di San Zeno

È una tempera su tavola, realizzata tra il 1456 e il 1459.
Conservata nel monastero benedettino di San Zeno (Verona), è composta da 3 tavole: a Verona è presente un’originale e le altre due tavole sono delle copie conservate una al Louvre e l’altra a Tours.
Le tavole sono incluse in una cornice lignea con quattro semicolonne corinzie.
Il disegno rappresenta la Madonna in trono con il bambino in braccio, attorniata da angeli musicanti e da otto santi. Lo spazio architettonico è unitario e la linea d’orizzonte è bassa con il punto di fuga posizionato lungo l’asse centrale (veduta dal basso e monumentalità dei personaggi).
La Vergine ha il viso tondeggiante e coperto da un velo, con lo sguardo verso destra. Gesù cinge il collo di Maria e guarda a sinistra, mentre i santi hanno un atteggiamento riflessivo e hanno in mano un libro.
Vige la regola “Chi guarda è guardato”.


    Camera degli sposi

È un affresco a tempera, realizzato a Mantova fra il 1465 e il 1474.
Fa uso della prospettica: Mantegna finge un cielo azzurro, luminoso e solcato da nubi vaporose dove si affacciano fanciulle, angeli e un pavone.
Nella parete nord c’è una corte mantovana riunita sulla terrazza attorno al marchese Ludovico (a sinistra) e alla consorte Barbara di Brandeburgo, nel momento della ricezione della notizia dell’elezione del figlio. La marchesa li osserva.
È una tipica corte rinascimentale amante del lusso e dei divertimenti. All’estrema sinistra è raffigurato l’incontro del Marchese con il figlio cardinale.
È presente il tema dell’antico e anche qui il motivo “Chi guarda è guardato”.


    San Sebastiano

È un’opera tempera su tela realizzato nel 1480 e attualmente conservato al Louvre.
Il santo, che è trafitto da numerose frecce e ha il volto sofferente, è legato a resti di un edificio classico (colonna corinzia).
Le spalle e il bacino si inclinano verso destra ma le prime si abbassano mentre il secondo si alza.
San Sebastiano alza gli occhi al cielo mentre gli arcieri, in basso a destra, sono indifferenti.
Ciò che Mantegna voleva rappresentare in quest’opera erano il corpo umano e l’antichità adottata ad un uso moderno.
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