Il manierismo


Rinascimento tardo o manierismo va dal 1520 (morte di Raffaello)-1580. Questo periodo si contraddistingue per la riforma luterana e la controriforma cattolica che si apre con il concilio di Trento 1545-1563 (Bologna). Una sezione del concilio è dedicata all’immagine religiosa che ha scopo didattico.

È molto importante che siano proprio gli allievi di Raffaello a portare il suo modo di fare arte ovunque (si muoveranno per l’Italia). Tra questi anche Giulio Romano che lavora a Mantova dove realizza Palazzo Te e la stanza dei giganti.

Manierismo deriva da maniera che a sua volta deriva dal francese manière che vuol dire sempre maniera che a sua volta deriva ancora da manier che vuol dire ciò che si fa con le mani e sta ad indicare il modo di ogni artista di fare arte.
Fino al periodo dopo la prima guerra mondiale viene male considerato poiché si tende a deformare la forma classica.

Giorgio Vasari


importante trattatista autore de “Le vitae”. Senza la sua opera non potremmo sapere nulla sulla vita degli artisti. È sua la divisione tra arti maggiori e arti minori. Seppure fosse un bravissimo trattatista, urbanista e architetto non giudicava bene se stesso.

Gli Uffizi


Viene chiesto a Vasari un piano urbanistico nuovo per la città di Firenze e realizza gli Uffizi (sede degli uffici amministrativi del Gran Ducato di Toscana) mettevano in comunicazione piazza della signoria con l’Arno.
Abbiamo due corpi di fabbrica tra di loro paralleli che presentano al piano terra un porticato e poi 2 ordini di finestre più piccole sotto è più grandi sopra in ordine inverso rispetto a quelli della biblioteca Laurenziana. Questi due corpi sono uniti in fondo da un corpo di fabbrica trasversale che presenta al piano terra una serliana. Esiste anche il corridoio Vasariano (sorta di passaggio segreto). È un vero e proprio corridoio creato dall’artista per mettere in comunicazione palazzo vecchio con gli Uffizi, passa sopra ponte vecchio e sopra l’Arno per arrivare a palazzo Pitti.
In questo periodo le botteghe sopra ponte vecchio (di macellai) vengono sostituite da botteghe di orefici per volere del Gran duca di Toscana.
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