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Ambrogio Lorenzetti, Allegoria del Buon Governo

Il soggetto: L’opera fa parte del più importante ciclo pittorico a soggetto civile del Trecento, cioè le Allegorie del Buon Governo e del Cattivo Governo. il tema è volto a celebrare le conseguenze della corretta amministrazione della città, attraverso l’immagine di una società pacifica, ordinata e operosa. L’affresco prosegue nella rappresentazione del paesaggio oltre le mura urbane, con cavalieri e contadini che si dirigono verso la campagna, florida perché protetta dal buon operato del governo cittadino. L’opera è un documento di vita del Trecento: vi si descrivono i costumi, gli aspetti della vita quotidiana, le case del tempo. La città pullula di attività: artigiani, commercianti, passanti, cavalieri si affaccendano tra le abitazioni, le torri e le botteghe dei mercanti. Un gruppo di fanciulle danza, disponendosi in cerchio. Il linguaggio visuale: l’autore riesce ad offrirci una chiara visione d’insieme attraverso una composizione equilibrata, in cui tutte le parti sono legate dal movimento. Le numerose figure che affollano la città sono analizzate nel dettaglio: una nitida linea individua i contorni e descrive abiti, acconciature, utensili e strumenti di lavoro; nelle abitazioni a più piani il disegno mostra i particolari costruttivi delle logge, dei tetti e le decorazioni delle pareti. I colori sono fedeli al vero, orientati alla gamma dei mattoni, degli ocra e dei rossi. Lo spazio, tuttavia, non è rappresentato in modo esatto: percepiamo la profondità dell’abitato per il fitto sovrapporsi delle abitazioni e per lo spazio vuoto lasciato nella parete antistante, che definisce il piano più vicino a noi. Anche l’uso della luce non corrisponde al vero: nelle architetture, le parti illuminate non rispettano sempre uno stesso orientamento, ma sono disposte piuttosto per far risaltare i singoli edifici.
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