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Ilaria del Carretto, monumento funerario


Il sarcofago di Ilaria del Carretto è un'opera voluta da un signore di Lucca, Paolo Guinigi, per omaggiare la moglie morta molto giovane, all'età di 25 anni, dopo il loro matrimonio del 1403. In realtà noi sappiamo che probabilmente il sarcofago non ha mai realmente accolto la salma di Ilaria. La cassa è costituita da un'arca suddivisibile in due parti, ha la forma di un parallelepipedo, i lati maggiori hanno una decorazione a puntini e a motivo floreale; quelli minore sulla parte anteriore presentano una croce; quello posteriore invece presenta lo stemma della famiglia.
La lastra di copertura risente ancora parzialmente di influssi gotici grazie al fatto che il panneggio e il cagnolino posto ai piedi, a rappresentare la fedeltà coniugale, abbiano principalmente scopo decorativo.

La scultura è suddivisibile in 3 ellissi, dai piedi alle mani, dalle mani al colletto e dal colletto al cercine. Le linee del volto sono tipicamente rinascimentali, con il loro gusto realistico e morbido. Il panneggio utilizzato è in stile tardo gotico, anche se la profonda caratterizzazione del viso risente degli influssi del nascente umanesimo. Il cagnolino presente sta a significare la grande fedeltà coniugale della donna al marito. L'opera inizialmente si trovava in posizione centrale del duomo di San Martino a Lucca, anche se poi venne spostata nella sagrestia dove è attualmente osservabile dopo un attento restauro.
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