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Hubert e Jan van Eyck, Adorazione dell'Agnello mistico


Nella pittura fiamminga un ruolo innovativo fu svolto da Jan van Eyck, a cui si deve il grande Polittico di San Bavone, dipinto per la cattedrale di Grand in collaborazione con il fratello Hubert. Il pannello centrale ha per oggetto l’Adorazione dell’Agnello mistico, simbolo di Cristo, da parte di apostoli, santi, dignitari , ecclesiastici e popolo. Quest’opera rivela come alla base dell’arte fiamminga vi sia una concezione del rapporto tra realtà e pittura molto diversa da quella italiana: il recupero della verosimiglianza avviene a partire dalla realtà concreta e non dalla lezione degli antichi, motivo per cui è assente ogni forma di classicismo. Vi è una visione fenomenica delle cose: gli oggetti e la realtà sono rappresentati così come essi si presentano all’occhio umano, senza subire la codificazione delle regole della prospettiva, nell’Adorazione l’attenzione è fatta si convergere al centro, ma non tanto in virtù dell’impostazione prospettica, quanto grazie alla luce che si schiarisce progressivamente fino al bagliore dell’Agnello; lo spazio quindi non è razionale eppure è percepibile come vero; inoltre vi è una visione analitica e mimetica, ereditando gli stilemi del Gotico internazionale, il mondo reale viene analizzato nei suoi particolari più minuti, restituendone un’immagine molto veritiera e concreta, ogni immagine è in se perfetta, dalle foglie ai volti realistici dei personaggi; la luce contribuisce a sviluppare una pittura sensibile alla verità ottica, infine la tecnica ad olio utilizzata è estremamente duttile e consente una resa della realtà più veritiera.
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