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Finta cupola - Nascita dello spazio illusionistico


Finta cupola

La straordinaria Cappella Cornaro del Bernini è solo un’anticipazione parziale (nella forma di una cappella) di quello che sarà il punto di arrivo: la teatralizzazione dell’intero spazio sacro, ossia dell’intero edificio. Succede infatti che la chiesa diviene teatro di un illusionismo architettonico: la cupola reale (la cosa) viene «fagocitata» dalla sua immagine prospettica (la rappresentazione, che si è resa assoluta) e non vi è più alcuna differenza, è come se la cupola si risolvesse nella sua immagine prospettica (esaminando il progetto per la cupola del Collegio Romano ci è difficile stabilire se si tratta del disegno-progetto di una cupola vera o l’immagine di una finta cupola).

Giambattista Tiepolo

Negli affreschi settecenteschi del Tiepolo, a dominare la scena non è più il tema iconografico (storico o religioso, mitologico o profano), ma è appunto la scena stessa: questi affreschi «a tema intercambiabile» costituiscono l’atto di nascita di uno spazio illusionistico in cui cominciano a coesistere i contenuti più diversi, come se lo spazio scenico fosse indifferente alle storie che vengono di volta in volta rappresentate. Il contenuto tematico si alleggerisce acquistando un carattere onirico (favoloso) e proprio per questo può passare con indifferenza da uno scenario religioso a uno mitologico, a uno storico, a uno profano: questo doppio movimento è la chiave di volta per comprendere la nascita definitiva della sfera estetica.
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