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Donatello - Giuditta e Oloferne

Donatello è animato da una forza espressiva del tutto nuova, che si può definire anti - classica: infatti non si fermò all’imitazione dello stile classico, al recupero della dignità e dell’anatomia delle statue antiche, ma soprattutto le sue ultime opere mostrano uno stile più energico, che esprime in modo realistico l’intensità dei sentimenti dei personaggi. Un esempio è il gruppo bronzeo di Giuditta e Oloferne, iniziato per la Cattedrale di Siena, poi posto dai Medici nel cortile del loro palazzo e infine, dopo la loro cacciata, trasportato davanti a Palazzo Vecchio, mutando con gli spostamenti il proprio significato: in origine simbolo religioso della continenza che abbatte la lussuria, poi celebrazione della potenza dei Medici,i nfine emblema civico della repubblica che abbatte i tiranni. L’opera, realizzata in undici pezzi con la tecnica a cera persa, è fortemente teatrale più che realistica: Giuditta è ritratta nell’atto violento di mozzare la testa a Oloferne, ma è composta e ha lo sguardo perso nel vuoto, mentre del generale nemico,r itratto nudo e in una posa abbandonata, è messa in evidenza soprattutto la sensualità. Il basamento è ornato da tre bassorilievi con putti vendemmianti e scene di ebbrezza che rimandano all’ubriachezza di Oloferne.

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