Georges de la Tour


Il confronto tra due opere dello stesso soggetto, una partita a carte in cui, al tavolo dei giocatori, sono seduti dei bari, permette di cogliere l'influenza di Caravaggio su alcuni artisti europei e, al contempo, la traduzione volgarizzata e, per così dire, abbassata di livello, che questi artisti effettueranno dell'opera del grande maestro.

Il baro con l'asso di quadri


Anche se non ci sono prove che De La Tour conoscesse di persona Caravaggio, sicuramente aveva visto copie delle sue opere: dei Bari dell'artista lombardo riprende infatti il soggetto, pur variando la composizione e il numero dei personaggi.
Un ragazzo ingenuo, seduto sulla destra, sta per perdere tutti i soldi che ha davanti a sé sul tavolo, per colpa del baro seduto a sinistra, che ha gli assi nascosti dietro la schiena e che è d'accordo con la donna seduta al centro.
Della trama sembra accorgersi una servetta, che sta portando al tavolo un fiasco e un bicchiere di vino. I personaggi sono dunque quattro, due donne e due uomini, in un raffinato gioco con l'osservatore, invitato a scoprire l'astuzia dei due bari grazie a un complicato intrecciarsi di sguardi: al centro della composizione non è più il truffato, come nei Bari, ma una donna, dal perfetto ovale del volto.
Il pittore gioca ancora con la luce, come già Caravaggio; questa però non serve più a selezionare il centro drammatico dell'azione ma piuttosto a celebrare e illuminanre i raffinati colori delle elaborate vesti dei personaggi.
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