La vergine delle Rocce di cui ci sono due versioni, una conservata a Louvre, l’altra al National Gallery. Quella di Louvre fu conservata perché ritenuta poco conforme alle regole ecclesiastiche, poiché senza aureole, simbolo di santità, quindi non reale, ma visto che lui vuole rappresentare il vero le elimina; nella seconda sono rappresentate, ma alcuni critici sostengono che ha contribuito anche il suo allievo Melsi, quindi potrebbero essere opera sua. È un opera molto innovativa, colloca il gruppo (Madonna, bambino, Giovannino e l’angelo) dentro una grotta che lascia intravedere sullo sfondo un ambiente un po’ aspro, che rappresenta com’era il mondo all’origine. Le luci sono particolari, egli non usa mai una sola fonte, ma ne pone una frontale e l’altra proveniente da dietro, creando così un’atmosfera sempre soffusa. La posizione è piramidale ed è presente la circolarità dei sentimenti, che coinvolge anche lo spettatore in questa conversazione, anche attraverso la posizione delle mani. Sullo sfondo c’è una prospettiva aerea (che consiste nella sfocatura dell’immagine per il pulviscolo atmosferico), in primo piano c’è la tecnica dello sfumato (parte dal presupposto che la luce riflessa realizza i colori, senza luce non c’è colore, quindi non esiste un colore singolo, perché ognuno si compenetra con quello vicino – studi ripresi nell’800 dagli impressionisti), infatti sui capelli biondi ritroviamo del azzurro del vestito e viceversa, questa tecnica fa sì che le figure non sono nitide, ma si fondono anche con la natura.

Hai bisogno di aiuto in Dal Rinascimento al Romanticismo?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email