Concetti Chiave
- L'Ultima Cena è stata commissionata a Leonardo per decorare il refettorio di Santa Maria delle Grazie, con un tema appropriato per il contesto monastico.
- Leonardo ha scelto una tecnica innovativa, diluendo i pigmenti naturali con l'uovo, anziché utilizzare l'affresco tradizionale, portando a un rapido deterioramento dell'opera.
- Il dipinto utilizza la prospettiva classica rinascimentale, con il punto di fuga al centro, e presenta un paesaggio realizzato con prospettiva aerea visibile dalle finestre.
- Leonardo si concentra sui sentimenti e i gesti degli apostoli, piuttosto che sull'azione di Cristo, creando un dialogo visivo tra i personaggi.
- Innovazioni come lo sfumato leonardesco e l'uso di una doppia fonte luminosa contribuiscono a un'atmosfera malinconica e a figure più delicate nel dipinto.
L'incarico e la tecnica
Una delle opere più celebri di Leonardo è L’Ultima cena: gli viene, infatti, commissionato l’incarico di decorare una parete del refettorio di Santa Maria delle Grazie e, proprio poiché quello che sarebbe dovuto essere un affresco doveva essere collocato nel luogo in cui i monaci mangiavano, il tema di tale opera doveva essere calzante. La tecnica che Leonardo avrebbe dovuto utilizzare per realizzare tale opera doveva essere l’affresco, ossia la parete doveva essere dipinta quando l’intonaco era ancora fresco, ma egli, sia poiché amava sperimentare nuove tecniche artistiche, sia perché l’affresco non offriva molte possibilità di ritocco, mentre invece egli amava perfezionare le sue creazioni artistiche e l’opera doveva essere ultimata in breve tempo, decise di utilizzare una nuova tecnica: egli, cercando nuove suggestioni, diluisce i pigmenti naturali che costituivano i colori con l’uovo; ciò però comportò un precoce deterioramento dell’intera opera che, già dopo venti anni dalla sua ultimazione presentava delle zone in cui il colore si era perduto e il dipinto era alterato e ancora oggi il dipinto non si presenta nella sua perfezione originale, i colori sono andati in buona parte persi, non si notano i contrasti chiaroscurali e i particolari, cosa che non sarebbe accaduta se fosse stato realizzato con l’affresco.
La prospettiva e l'ambiente
Il dipinto, perso l’antico schema compositivo, è stato realizzato con l’utilizzo della classica prospettiva in voga nell’età rinascimentale che ci palesa il fatto che Leonardo la sapeva usare e il punto di fuga coincide con il centro del dipinto. Il dipinto rappresenta un cenacolo molto famoso, quello dell’Ultima cena di Gesù con i dodici apostoli, descritta dal Vangelo, nella quale il figlio di Dio spezzò il pane e diede da bere agli apostoli il vino: qui viene quindi raffigurato il momento dell’Eucarestia, simboleggiato iconograficamente con il cenacolo. Egli però non solo rappresenta perfettamente i personaggi, ma anche l’ambiente; egli in fondo, decide di posizionare delle finestre aperte in modo da far entrare la natura, anche in un’occasione e in un luogo in cui essa non ci dovrebbe essere: il soggetto della rappresentazione è, infatti, un ambiente chiuso e quindi egli avrebbe potuto chiudere l’ambientazione.
Proprio fuori dalle finestre aperte osserviamo un paesaggio realizzato con la prospettiva aerea, quindi con un’aria densa d’umidità e con le montagne sfocate all’orizzonte che diventano via via sempre più nitide. Per quel che riguarda l’impianto dell’opera dobbiamo sottolineare che L'Ultima cena è dal punto di vista iconografico molto diversa da tutte le altre precedentemente rappresentate dagli altri artisti rinascimentali: Leonardo, infatti, non mette tanto in evidenza l’azione di Cristo di spezzare il pane e di distribuire il vino quanto invece mette in risalto i sentimenti, volendo quasi far parlare il dipinto mostrando i gesti delle mani dei dodici apostoli.
I sentimenti e il linguaggio gestuale
Ciò fa capire che il momento rappresentato da Leonardo è quando Cristo rivela che tra gli apostoli c’è colui che lo farà uccidere: tutti quindi iniziano a parlare tra di loro, formando anche dei veri e propri gruppetti, e tutti gli apostoli ad eccezione di Giuda con un linguaggio gestuale si pongono delle domande. L’interrogativo pervade tutto l’ambiente e gli spettatori sembrano quasi ascoltare gli apostoli, mentre si pongono la fatidica domanda.
Le novità introdotte da Leonardo
Si potrebbe definire tale opera una summa di tutte le novità introdotte da Leonardo Da Vinci all’interno della storia dell’arte: l’interesse e l’attaccamento verso la natura che porta a dipingerla anche quando non ci dovrebbe essere, la prospettiva aerea, il linguaggio gestuale, grazie al quale egli rappresenta i moti dell’animo, i sentimenti. L’ultimo elemento di novità è invece molto più radicale: quello che i critici hanno definito lo sfumato leonardesco, ossia la sua capacità di non tracciare delle linee di contorno nette e marcate, ma, attraverso contrasti chiaroscurali meno netti, crea un’atmosfera malinconica soprattutto con la trovata di introdurre una doppia fonte luminosa, in questo caso proveniente sia da dietro, (le finestre aperte), sia davanti: le figure diventano quindi più delicate. Di conseguenza lo sfumato e la prospettiva interagiscono tra loro.
Domande da interrogazione
- Qual è la tecnica innovativa utilizzata da Leonardo per L'Ultima cena?
- Come viene rappresentato l'ambiente nell'opera di Leonardo?
- Qual è il focus emotivo dell'Ultima cena secondo Leonardo?
- Quali sono le novità artistiche introdotte da Leonardo in quest'opera?
- In che modo lo sfumato influisce sulla rappresentazione delle figure?
Leonardo decise di non utilizzare l'affresco tradizionale, ma una nuova tecnica che prevedeva di diluire i pigmenti con l'uovo, il che portò a un precoce deterioramento dell'opera (come indicato nel testo).
Leonardo integra la natura nel dipinto, posizionando finestre aperte che permettono l'ingresso di un paesaggio realizzato con prospettiva aerea, nonostante il soggetto sia un ambiente chiuso (come descritto nel testo).
Leonardo mette in risalto i sentimenti degli apostoli piuttosto che l'azione di Cristo, evidenziando il linguaggio gestuale e le interazioni tra i personaggi, creando un'atmosfera di interrogativo e tensione (come spiegato nel testo).
L'opera rappresenta una summa delle innovazioni di Leonardo, come l'interesse per la natura, la prospettiva aerea, il linguaggio gestuale e lo sfumato, che crea un'atmosfera malinconica e delicata (come menzionato nel testo).
Lo sfumato leonardesco, caratterizzato da contrasti chiaroscurali meno netti e da una doppia fonte luminosa, rende le figure più delicate e contribuisce a creare un'atmosfera unica nel dipinto (come evidenziato nel testo).