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La Gattamelata e la statua di Bartolomeo Colleoni


La Gattamelata è conosciuta come la prima opera padovana di Donatello; la commissione nel 1443 lo chiamò a Padova per realizzare un monumento al capitano di ventura Gattamelata in Piazza del Santo. Fu uno dei primi monumenti in bronzo dai tempi dell'antichità, riguardante per il realismo e l'espressività del viso, questa statua equestre è considerata uno dei capolavori dello scultore.


La gattamelata non fu la sua unica opera, fece anche numerose opere per la Basilica di Sant'Antonio, da solo o in collaborazione con artisti di quel posto. Il monumento era stato previsto sin dal 1443,ma i lavori non potevano iniziare prima del 1446, poiché nella primavera del 1447 finì i modelli per la fusione del cavallo e del cavaliere. L'opera permise all'artista di cimentarsi nella tipologia squisitamente classica del monumento equestre. I costi vennero finanziati in gran parte dalla vedova del condottiero, Giacoma Bocarini Brunori, sorella di Gentile da Leonessa, ma una parte venne forse coperta anche dal Senato veneziano, che deliberò un'autorizzazione per creare il monumento a Padova, che era sotto il suo dominio dal 1405. La statua venne fusa con la tecnica della cera persa, una tecnica antica risalente all'eta del bronzo ,riscoperta su dimensioni monumentali proprio da Donatello, nel suo San Ludovico di Tolosa.

Anche altri artisti si ispirarono a Donatello, un esempio è Verrocchio che dedicò una statua a bartolomeo colleoni (condottiero, morto nel 1475) .La statua equestre dedicata a Bartolomeo Colleoni è situata in Campo San Zanipolo a Venezia.La sola figura del Colleoni è alta 3,95 metri.La Repubblica di Venezia decise nel 1479 di creare un monumento in onore del condottiero Bartolomeo Colleoni. Andrea del Verrocchio ottenne l'incarico nel 1480 e realizzò la Statua di Bartolomeo tra il 1480 e il 1488.L’artista iniziò a progettare la scultura nel suo studio di Firenze. Verrocchio terminò nel 1481 un modello in cera che inviò a Venezia. Infine si trasferì nella città veneta nel 1486 per completare il suo progetto e assistere alla fusione del monumento. L’opera è reputata la seconda statua di un condottiero a cavallo del Rinascimento. Andrea morì nel 1488 a lavoro non ancora terminato, e nel suo testamento aveva nominato erede ed esecutore dell'opera incompiuta il fiorentino Lorenzo di Credi, ma la Signoria veneziana preferì Alessandro Leopardi, che era un' artista locale.
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