melaisa di melaisa
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Santa Maria Novella

Quella di Santa Maria Novella è la prima facciata a presentare un carattere rinascimentale, impostata com’è su studiate proporzioni e su un equilibrio classico, ma è anche un esempio di concordia tra il vecchio e il nuovo, valore importante per Alberti che spesso si trova a intervenire su opere preesistenti. La facciata gotica, infatti, rimasta interrotta all’ordine inferiore, aveva già il rosone, il portale centrale con i due laterali e i sei avelli adiacenti (sormontati da archi acuti); inoltre il rivestimento doveva mantenersi fedele alla tradizione fiorentina della bicromia.
Il risultato ottenuto dall’architetto è di grande eleganza e armonia con la parte preesistente, giocato su precisi rapporti matematici e sulle figure geometriche del quadrato, del rettangolo, del triangolo e del cerchio, in ossequio alla razionalità brunelleschiana. La nuova facciata è composta da due ordini, divisi da un’alta fascia orizzontale decorata a riquadri, ed è sormontata da un timpano triangolare di ispirazione classica. Il piano terreno è scandito da lesene che reggono finte arcate a disegni marmorei, mentre quattro colonne corinzie su alti plinti sostengono la trabeazione. Il secondo ordine, caratterizzato da intarsi rettangolari, imita la facciata di un tempietto antico. Le volute laterali, che raccordano la parte inferiore a quella superiore con lo scopo di attenuare la sproporzione in altezza fra la navata maggiore e quelle minori, costituiscono un elemento geniale e innovativo che anticipa soluzioni del Rinascimento maturo e del Barocco.
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