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ULTIME OPERE DI CARAVAGGIO

Il periodo maltese è quello più interessante dell'operato artistico di Caravaggio, poiché ritorna costantemente il tema della morte e più precisamente il pensiero della sua morte e di come sarebbe morto, ossia decapitato dai funzionari della Chiesa: quindi quando deve dipingere la decollazione del Battista, rappresenta un’atmosfera cupa, senza alcun riferimento al banchetto che si sta consumando, ma con la sola raffigurazione della drammatica esecuzione del Battista, tenuto fermo e sgozzato. È qui chiaro il riferimento alla contemporaneità: Caravaggio vedeva nella decollazione del Battista uno specchio della sua morte, con i sicari dello stato pontificio che lo avrebbero raggiunto e ucciso. Poi compie altri spostamenti dettati dalla paura di essere scoperto e insiste per ricevere la grazia dal papa: egli sperava che la sua conoscenza tra alcuni cardinali romani avrebbe permesso a tali persone di intercedere per suo conto alla presenza del papa.

Quindi, quando gli giunse voce che la grazia era imminente, si riavvicinò alla penisola: giunto all’isola d’Elba si ammalò di malaria e morì una settimana prima della grazia. E' possibile affermare che la sua morte sia una conclusione naturale di una vita scapestrata, segnata dalla nascita di un nuovo linguaggio artistico. Tra le sue ultime opere è degna di attenzione un dipinto raffigurante David che tiene tra la mano destra la testa mozzata di Golia, e che Caravaggio provvide ad inviare al papa: le raffigurazioni del David sono tipiche del Rinascimento, ma qui il suo significato si evolve, poiché con questo dipinto Caravaggio voleva perpetrare la causa della sua grazia presso il papa Paolo V ed infatti accanto alla raffigurazione di David come descritto nella Bibbia, la testa grondante di sangue di Golia è un autoritratto del Caravaggio fatto per impietosire il papa.

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