Video appunto: Caravaggio - Riposo durante la fuga in Egitto (2)

Riposo durante la fuga in Egitto



Realizzata in gioventù, tra il 1594 e il 1596, la tela è uno dei pochi capolavori del Caravaggio ambientati nel paesaggio ed il primo di argomento sacro. Si trova esposto a Roma, nella Galleria Dora Pamphilj.
L’opera rappresenta la Sacra Famiglia seduta ai piedi di un albero, mentre, giunta la sera, si sta riposando dal viaggio.
Un angelo sta suonando il violino e S. Giuseppe gli regge lo spartito. La Madonna tiene in braccio il Bambino; è stremata dalla fatica, ha il capo chino e sembra essere assopita. L’osservatore, più che essere colpito dalla sacralità della scena, rimane attirato dall’umanità dei personaggi. Infatti, in fin dei conti, Caravaggio ha voluto rappresentare una povera famiglia di contadini, che si riposano al termina di una faticosa giornata passata in viaggio. Il muso dell’asino che si affaccia accanto a S. Giuseppe ha un’espressione buona e questo conferma che per l’artista che all’interno delle creature di Dio non esiste una gerarchia. Il paesaggio è attraversato dalla luce serale a cui si aggiunge la dolcezza della musica (quindi effetto visivo e uditivo). L’angelo è dipinto di spalle, con la testa leggermente girata verso sinistra in modo da farci scoprire il profilo. Il suo corpo morbido, armonioso e luminoso, dall’aspetto efebico, è avvolto in un tessuto leggero che lascia scoperte le spalle alate, un fianco e le gambe. Esso occupa la parte centrale del dipinto come se costituisse uno spartiacque. Infatti, a sinistra troviamo S. Giuseppe, collocato in uno scenario arido, senza vegetazione; si notano soltanto dei piccoli rami e alcune pianticelle del tutto insignificanti. Con questo, Caravaggio si è servito del santo per esprimere l’allegoria della povertà. Lo spartito che tiene in mano è una rielaborazione musicale del Cantico dei Cantici e nel dipinto esistono elementi in comune fra il contenuto di questo salmo e il paesaggio.

Spostandoci verso destra si accede ad un’ambientazione del tutto diversa. Il paesaggio che fa da sfondo alla Madonna è rigoglioso, pieno di luce e soprattutto ricco di simboli. Sotto i suoi piedi, distinguiamo l’alloro che fa allusione alla verginità, il cardo e la spina della rosa, simboli della Passione e il tasso barbasso, un fiore che simboleggia la Resurrezione.
Tenuto conto di tutte queste allegorie, alcuni critici d’arte hanno visto nella tela la rappresentazione del percorso della salvezza per i Cristiani.In effetti, osservando il dipinto partendo da sinistra, abbiamo San Giuseppe circondato da elementi allegorici di povertà, per poi spostare lo sguardo a sinistra, dove si trovano la Vergine con il Bambino, che, circondati da una natura rigogliosa, alludono alla beatitudine. D’altra parte, nel violino dell’angelo, si scorge una corda spezzata che costituisce l’allegoria della fragilità della vita, costantemente sospesa tra la povertà (di cui san Giuseppe è simbolo) e la Vita Eterna (di cui la Vergine ed il Bambino sono la rappresentazione). La scena è facilmente visibile nella sua interezza perché i colori sono tutti molto luminosi e non esistono chiaro scuri per mettere in evidenza un elemento invece che un altro, come invece succederà nelle opere successive dell’artista.