Video appunto: Caravaggio - Madonna dei Palafrenieri

Madonna dei palafrenieri



Il dipinto, portato a termine fra il 1605 e il 1606, fu commissionato per l’altare della Confraternita dei Palafrenieri, in San Pietro. Spinto dal solito istinto, Caravaggio realizzò un’opera che male si addiceva alla solennità della Basilica e per questo essa fu subito rifiutata; è così che il pittore perse un’importante occasione.
Rimasta per molto tempo alla Confraternita, più tardi, il dipinto fu acquistato dal cardinale Scipione Borghese che lo espose, in bella vista, nel salone d’ingresso della sua villa. Tutt’oggi si trova nella Galleria Borghese.
Come richiesto dai committenti, Caravaggio dipinge la Madonna con il Bambino mentre sta schiacciando il serpente, che è simbolo del peccato originale. Accanto a lei, ha collocato Sant’Anna, la patrona dei palafrenieri, come vecchia dal viso rugoso. La donna esprime preoccupazione per il futuro della figlia e del bambino. Il serpente viene schiacciato con l’aiuto del Figlio, come stabilito dalla Bolla papale di Pio IV, nel 1569 che metteva fine alla disputa fra cattolici e luterani a proposito di chi avesse ucciso il serpente: Maria per i cattolici o il Figlio per i luterani? La Bolla decretava che era stata la Vergine con l’aiuto di Gesù e questo spiega l’immagine del Bambino che appoggia il piede sinistro sopra quello della madre, nell’intento di schiacciare la testa del Maligno. Gesù bambino disegna con l’indice e il pollice un cerchio perfetto: allegoria del bene della perfezione.

Il dipinto fu rifiutato perché, rompendo con tradizione della Sacra Scrittura, era troppo realistico: la Vergine era rappresentata come semplice donna del popolo con un’ampia scollatura e la nudità del Bambino Gesù non più in fasce era messa ben in vista. Inoltre, la presenza distaccata di Sant’Anna, simbolo della grazia divina si trova ad essere separata dall’opera di salvezza dell’umanità voluta da Cristo, tramite la Chiesa, di cui è simbolo la Madonna. Quindi, tale allontanamento della Grazia fu interpretato come una negazione del ruolo della Grazia divina nella Redenzione. Addirittura, l’opera fu etichettata come eretica. Probabilmente, fu anche per questi motivi che il cardinale Borghese riuscì ad acquistare il dipinto ad un prezzo irrisorio.
Pertanto, l’opera per il suo carattere piuttosto domestico, che si ricollega ad alcune pale lombarde dell’epoca, si discosta notevolmente dall’iconografia tradizionale anche perché a prestarsi come modella per la Madonna fu una donna romana ben conosciuta per i suoi facili costumi, frequente causa di molti problemi per il pittore. È anche vero che alla posa naturalistica della Vergine, fa riscontro quella un po’ rigida di Sant’Anna che, tuttavia, alcuni critici hanno messo in relazione con un’antica scultura greca, rinvenuta a Roma in quegli anni.
Il gruppo emerge da un fondo scuro ed è soggetto a due sorgenti di luci, una proveniente da sinistra per far risaltare la Vergine e il bambino e l’altra dall’alto per investire sant’Anna, posta in penombre, la cui presenza è comunque meno marcata.