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I bari



Il dipinto, realizzato verso il 1594, fu acquistato dal Cardinale Del Monte presso cui Caravaggio abitava durante il suo soggiorno a Roma. Esso ebbe molto successo a tal punto che ne furono tratte più di 50 repliche. Per questo motivo, per molto tempo, fin dal XVII secolo, è stato conosciuto soltanto attraverso delle copie antiche e questo ha reso difficoltoso il rinvenimento dell’originale.
La composizione coincide con il momento dei primi esperimenti dell’artista nell’ambito di pitture con più personaggi.
L’opera rappresenta una scena di vita quotidiana che l’artista ha probabilmente ricostruito con la sua memoria ripensando ai dipinti con giocatori di scacchi o di carte che aveva potuto osservare durante il suo soggiorno lombardo. Si tratta anche di una scena molto frequente nelle locande frequentate assiduamente da Caravaggio, in cui il pittore traeva ispirazione io rinveniva modelli da ritrarre.

L’impostazione coincide con quella propria delle prime opere. Ogni personaggio è studiato come un elemento individuale a sé stante ed inserito successivamente, è brillante nell’insieme, come si trattasse di un collage, su di uno sfondo piuttosto scuro che, a destra viene rischiarato da una forte luce. L’atmosfera che il pittore ha saputo creare è molto chiara e luminosa: il corsetto del baro che sta al centro ha delle decorazioni floreali quasi argentate e il giallo oro del suo compare è brillante. I tre giocatori sono collocati in modo tale da lasciare un posto interno al tavolo anche allo spettatore. Tutti i dettagli sono studiati nei minimi particolari: le piume di cui sono ornati i copricapo, il pugnale del giovane a destra, il tavolo da tric-trac a sinistra, il tappeto, il guanto bucato del baro più anziano, i gesti e perfino il pallore in viso del giocatore a sinistra come ne la Buona Ventura, il dipinto trasmette un insegnamento morale: la condanna del vizio del gioco ed un richiamo all’onesta in tutti i campi del vivere quotidiano; non bisogna dimenticare che siamo nel periodo della Controriforma con il suo rigorismo dottrinale. Infatti, la scena rappresenta una truffa in atto da parte del giocatore di destra e di quello più anziano a scapito di quello di sinistra che, ignaro di ciò che si sta tramando contro di lui, sta consultando le carte e riflettendo sul da farsi. I due bari sono colti nel momento culminante dell’inganno che stanno architettando: uno corruga il viso e con le dita comunica all’altro il punteggio delle carte in possesso della giovane vittima dei due furfanti; il secondo impostore è colto nel momento in cui tira cuori due carte false. Entrambi appartengono una classe sociale molto bassa, elemento che si deduce dal loro abbigliamento perché uno ha i guanti bucati e l’altro ha il pennacchio del cappello logoro.
L’opera, dopo varie vicissitudini che ne vide proprietari anche i Barberini ed i Colonna, ora è esposta a Fort Worth, nel Texas, nel museo Kimbell Art Museum.
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