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Caravaggio - L’importanza della luce e il rapporto con la Chiesa


Le opere più importanti del Caravaggio vennero dipinte a Roma tra il 1549 e il 1620 e rappresentano una rottura con le opere giovanili. Questa avviene in primis attraverso l’uso della luce che non investe più l’intera opera e mette in risalto tutti gli elementi ma si concentra solo su quelli che descrivono il quadro: è un’operazione fortemente simbolica che consente di escludere dall’opera la figura del Divino che si presenta attraverso la luce stessa.
Le opere sono legate al dettato controriformista ma le posizioni di rottura rispetto al Rinascimento le pongono in forte contrasto con la Chiesa; nelle opere vi è un forte realismo, che ha utilizzato da giovane e che gli permette di esaltare il racconto religioso e allo stesso tempo l’azione particolare, che serve a descrivere non il racconto intero ma un fatto attraverso un’azione precisa, accompagnato da un naturalismo esasperato voluto dalla controriforma.
Questo consisteva nel non guardare più, per le figure, a un bello ideale ma esprimersi attraverso una forma ancorata all’uomo reale attraverso gesti drammatici e teatrali; nelle opere di Caravaggio i piedi sono un elemento emblematico, ad esempio, infatti nella storia dell’arte tutti i santi, per rimarcare la loro santità, erano rappresentati con i sandali o con i piedi puliti, mentre lui dipinge i piedi e le unghie sporchi, rendendo questi uomini umanizzati. L’umanizzazione avviene anche attraverso le espressioni dei volti sempre esagerate e cariche di phatos: i santi non nascondono il loro dolore né il loro orrore.
La “Caduta di San Paolo” e la “Crocifissione di San Pietro” si caratterizzano per una luce che investe i personaggi facendoli emergere da uno spazio non definito avvolto nell’oscurità e sono investiti da una luce divina che, oltre a esaltare loro, esalta anche i torturatori: questo atteggiamento, adottato da Caravaggio fino alle sue ultime opere, è fortemente simbolico in quanto simboleggia la luce divina che cerca di purificare anche i cattivi; è un pensiero fortemente cristiano, che riprende il comportamento di Gesù in croce che chiede perdono per gli altri peccatori con cui è punito.
L’opera “San Matteo” è molto importante poiché la luce mostra il suo significato simbolico, sembra una luce artificiale proveniente da una finestra che non appare nell’opera ma nella volontà di Caravaggio è simbolica e divina.
Il Cristo viene sfiorato dalla luce sulla mano che indica San Matteo per rimarcare come Caravaggio, attraverso la luce, colpisca i gesti fondamentali atti a raccontare l’evento; la stessa mano di Cristo indica il santo prima della luce in quanto questa si sofferma sul gruppo di uomini che contano i soldi, simbolo di peccato: per questo motivo l’opera venne contestata, se non rifiutata, dalla Chiesa.
La luce, redentrice e salvifica, investe beati e peccatori, i quali hanno la facoltà di decidere se essere redenti o continuare nel peccato, elemento di forte rottura e tensione con la Chiesa, e anche in quest’opera è facile riconoscere il realismo giovanile di Caravaggio nell’atteggiamento di meraviglia dei suoi personaggi.
La luce ha dunque una grande centralità simbolica ma allo stesso tempo assume una vera e propria costruzione formale: le figure non vengono costruite attraverso il disegno ma il loro plasticismo emerge attraverso luci e ombre ; nella costruzione delle figure interviene senza alcun dubbio anche l’insegnamento Michelangiolesco per via della loro fisicità plastica, sebbene questa sia smorzata e alleggerita dalla luce stessa.
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