lasorky di lasorky
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Caravaggio


Natura morta


Realizzata attorno la fine del ’500. In quest’opera la frutta è l’unico soggetto della tela. La composizione della canestra, apparentemente semplice, è studiata nei suoi minimi dettagli. Il soggetto è inquadrato in perfetta visione frontale. Attraverso la drammaticità di contrasti tonali netti e decisi, l’artista esatta il profilo e il volume delle forme, in particolare modo la profondità prospettica grazie alla scelta dello sfondo neutro.
Caravaggio non si preoccupa della bellezza, crede che il soggetto debba essere rappresentato prima di tutto reale, con tutte le sue imperfezioni. Elabora in questo modo una rivoluzionaria estetica del vero. Contenuta oggi nella Pinacoteca Ambrosiana di Milano.

La vocazione di San Matteo


Dipinto ad olio su tela realizzato attorno al 1559. Il dipinto è la prima commissione pubblica ottenuta a Roma. Fa parte di un gruppo di tre quadri destinati alla cappella del cardinale Contarelli. L’opera raffigura l’episodio evangelico in cui Matteo, esattore delle tasse, abbandona il suo lavoro per seguire Gesù. La scena avviene in uno ambiente appena rischiarato da una luce fioca che proviene dalla finestra. Matteo è seduto ad un tavolo con altri 4 esattori, tutti abbigliati con vestiti moderni. Sulla destra due figure irrompono nella scena, Cristo e San Pietro con i quali entra un fascio di luce che proiettandosi accende i volti degli uomini restando il resto nell’oscurità. Gesù con la mano tesa indica Matteo il quale a sua volta, incredulo di essere il prescelto, indica se stesso. I due esattori si volgono verso cristo ma non colgono la grandezza dell’evento. Gli altri non sollevano neppure la testa e continuano a contare il denaro.

L’opera segna un punto di svolta nel modo in cui Caravaggio utilizza la luce. Nei quadri precedenti la sua pittura è ancora chiara, la luce è diffusa. Da questo momento l’illuminazione della scena diventa direzionale, la luce squarcia l’oscurità con intensità drammatica. La luce nella vocazione di san Matteo è il simbolo della grazia divina che investe tutti gli uomini. Solo Matteo però la coglie. E’ la trasposizione pittorica del concetto del libero arbitrio.
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