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Cantiere di Firenze


Grazie a Leon Battista Alberti, Filippo Brunelleschi e Michelozzo, la figura di architetto cambia, passando da capomastro a intellettuale e scienziato.
In questo periodo si sviluppa molto lo studio dell'architettura classica sorpassando così lo stile gotico.
Nel '300 Andrea Pisano riuscì a completare la porta sud del Battistero, strutturata in varie formelle in bronzo. Questa fu la prima ad essere completata, la lavorazione partì nel 1330 e terminò nel 1336.
Le porte nord ed est, invece, sono ancora da completare, per questa ragione venne istituito un concorso. La porta nord venne realizzata così tanto bene che verrà soprannominata "Porta del Paradiso". Proprio per la sua maestosità spostarono la porta Est a Nord, così facendo, essendo la porta Est rivolta verso il Duomo, questa venisse usata come principale.
Nel 1401 l'Arte dei Mercanti decide di aprire un concorso per terminare le porte del Battistero.
In questo periodo si affermarono i MECENATI, ossia coloro che spendono parte dei loro guadagni nelle opere d'arte. Ad ogni concorrente venne dato circa un anno di tempo per rappresentare, su del bronzo, le scene del sacrificio d'Isacco.
Prenderono parte a questo concorso molti artisti dell'epoca, tra questi presero particolare importanza Filippo Brunelleschi, Lorenzo Ghiberti e Jacopo della Quercia. I primi due, in questo caso, interpretarono la scena del sacrificio in maniera differente.
- Brunelleschi era un architetto. Al centro della scena rappresenta Isacco in un modo molto realistico, la testa è rivolta verso la mano del padre, il quale impugna un coltello. Sopra al padre vi è un angelo che tiene ferma la mano . In primo piano troviamo un asinello e i due servi. Brunelleschi non segue il vincolo della cornice, infatti alcuni servi e alcune parti sembrano voler uscire dalla cornice. Basa il suo lavoro, formella quadrilobata con interfaccia sul rambo, su vari piani, oltretutto non applicando direttamente le figure sopra la formella ma questi vengono modellati a parte.
- Ghiberti è ancora sensibile alla cultura tardo gotica. Fu colui che utilizzò meno bronzo. Realizzò una formella divisa in due unità. Nella prima parte, a destra, viene rappresentato il sacrificio d'Isacco, con il padre e l'angelo poi, dividendo la scena con un burrone, dall'altro lato rappresenta i servi e l'asinello. A differenza di Brunelleschi lui plasmò tutto interamente. Vinse il concorso.
_ Completare la cupola _
Il principale problema della cupola è la sua dimensione, infatti il suo diametro misura 46 metri. Questa fu costruita su una precedente chiesa chiamata Santa Reparata.
La soluzione utilizzata nel Medioevo era quella di ribaltare e voltare la cupola con il legno per poi eliminare il sostegno una volta terminata. Il vero problema sorgeva però nella costruzione dei ponteggi. Occorrevano infatti degli alberi molto grandi per via delle dimensioni. Anche se inizialmente l'idea di Brunelleschi venne definita come bizzarra, fu quella più logica.
La base della cupola è appoggiata su un tamburo sul quale vi sono posti 8 oculi che permettono d'illuminare meglio all'interno.
L'idea dei ponteggi continua finchè Brunelleschi non si rende conto che in realtà non occorrono ponteggi, bensì pensa di realizzare una doppia calotta: quella interna avente una struttura portante, quindi realizzandola più spessa, mentre quella esterna da isolante per l'acqua. I mattoni, durante la costruzione, vennero posti a lisca di pesce per una maggiore rubostezza. All'interno della cupola vennero realizzati degli affreschi da Giorgio Vasari nel corso del '500.
Brunelleschi realizzò diverse macchine per sollevare i pesi e quindi per risparmiare la fatica. Per completare la costruzione ci vollero 16 anni mentre la lanterna non venne terminata.
_Filippo Brunelleschi_
Filippo Brunelleschi nacque a Firenze nel 1377 e morì sempre a Firenze nel 1446. Fu un grande architetto e intervenì anche nella politica. Studiò matematica e scienze. Scoprì la vocazione di artista viaggiando in compagnia di Donatello. Applicò nelle sue opere la scultura linea come nel crocifisso all'interno di Santa Maria Novella. Pensò anche all'utilizzo di impalcature aeree, in grado cioè di sorreggersi da sole facendo ricadere il peso sugli archi.
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