Antonio Canova(1757 - 1822)

Il Monumento funebre a Maria Cristina d’Austria è la più significativa opera funebre. Reso più rappresentativo anche dalla poesia sepolcrale, in voga alla fine del 1700 e all’inizio del 1800, il monumento è facilmente legato al tema della morte (espresso anche nei Sepolcri di Foscolo). L’opera consiste in una piramide dentro la quale vi è una addolorata processione che porta le ceneri della morta. La forma del sepolcro prende spunto dalla Piramide di Caio Cèstio a Roma. L’ingresso è scuro proprio a indicare la morte. La defunta è raffigurata nel medaglione quasi alla punta della piramide ed è portata in volo dalla Felicità Celeste. A onorarla ci sono anche le virtù personificate: Fortezza nel leone malinconico; Pietà nella giovane donna che guida un vecchio cieco tenendolo per un braccio. Lo sposo indica la tenerezza ed è raffigurato con il genio alato che è abbandonato sulla Fortezza della sposa.
Esaltando la defunta Canova vuole far riflettere sulla fatalità della morte, sul rimpianto e sull’amore corrisposto, che riesce a mantenere in vita (l’amore) le persone scomparse, proprio con il ricordo. L’impronta classica vive nell’opera quasi teatrale di Canova. Le ceneri della defunta vengono portate verso il buio della morte da un corteo di donne, bambine e un anziano, tutti legati da una ghirlanda di fiori e tutti camminano sullo stesso tappeto, che simboleggia il destino, il quale unisce l’esterno (vita) con l’interno (morte).

Paolina Borghese è una scultura eseguita per Napoleone. Paolina è raffigurata come Venere vincitrice: con grazia, tiene in mano il pomo della vittoria offerto da Paride alla dea giudicata da lui la più bella. È rappresentata adagiata su un divano con una sponda rialzata. Il busto è appoggiato a due cuscini ed è nudo fin quasi all’inguine. La parte inferiore del corpo è ammantata da un drappo che segue le curve inguinali e sottolinea l’attacco dei glutei, generando un forte senso di erotismo. Le sembianze sono divine e Paolina è fuori della realtà terrena, anche se la cera rosata spalmata da Canova sulle parti nude della statua la riporta al mondo umano. Il letto di legno nascondeva un ingranaggio che consentiva alla scultura di ruotare: con la luce generava effetti visivi che rendevano l’opera sempre inedita.

Tèseo sul Minotauro è la sua prima scultura realizzata appena arrivato a Roma. Si raffigura la vicenda nel momento terminante: non c’è azione né dramma. Tèseo è tranquillo e rilassato nella sua posizione, perché non è più preda di passioni violente. È il simbolo della vittoria della ragione sulla bestialità. Canova vuole raggiungere la bellezza ideale che i Greci avevano realizzato.

Il marmo era l’unico elemento che riteneva adatto alla scultura perché rendeva giustizia alla pelle del corpo umano. Molto spesso gli passava una cera rosata per rendere anche il colore della pelle. Molto spesso si faceva aiutare dagli aiutanti di bottega che svolgevano le mansioni minori. Lui è estremamente attento ai particolari.

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