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Antonio Canova, Napoleone Bonaparte come Marte pacificatore


La statua, composta a Roma, con l'approvazione di Napoleone, dal 1803 al 1806, giunse a Parigi solo nel 1810. Napoleone, che avrebbe preferito essere rappresentato vestito, non volLe che fosse esposta in pubblico. Nel 1815, dopo la caduta dell'imperatore, venne acquistata dal governo inglese che ne fece dono a Wellington, il vincitore di Waterloo. Della statua esiste anche una copia in bronzo commissionata al Canova nel 1807 da Eugenio Beauharnais, oggi tale replica si trova nel cortile di Palazzo di Brera a Milano. Canova realizzò diversi busti per Napoleone, oltre che a mezzo busto, l'artista lo rappresenta anche intero, nell'aspetto di Marte pacificatore, in piedi, nudo, un braccio alzato appoggiato all'asta, l'altro, più basso, con in mano il globo sormontato dalla Vittoria alata. La statua, in posa policletea, vuole essere l'esaltazione eroica di Napoleone: al di là della realtà fisica, esprime l'ideale. Il corpo, infatti, è strutturato secondo un modello di perfezione nei rapporti proporzionali e la testa, pur derivando certo dalle fattezze dell'imperatore, è regolarizzata. Ed è nudo, perchè, come disse lo stesso Canova a Napoleone, "il linguaggio sublime dello statuario è il nudo" : la bellezza ideale del corpo umano non può nascere dal suo camuffamento con vesti, ma dalla perfetta rispondenza di tutte le parti fra loro, in una scelta armonica delle migliori.
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