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Antonio Canova, Il Monumento funebre di Maria Cristina d'Austria

Commissionato a Canova dal principe Alberto di Sassonia per commemorare la morte della moglie, il Monumento funebre di Maria Cristina d’Austria sorge nella chiesa degli agostiniani annessa al palazzo imperiale di Vienna. L’opera costituì per Canova l’occasione per una meditazione sull’ineluttabile mistero della morte, tema ricorrente nella sua produzione e nella cultura neoclassica, che ne propose una visione laica e serena, non fondata sull’esistenza di un aldilà cristiano ma sorretta dalla consapevolezza che la vita può continuare nella memoria di chi resta. Lo scultore preferì al sepolcro la forma di una piramide, ricollegandosi idealmente agli antichi monumenti funerari egizi. Alla base vi è un alto podio con due gradini su cui trovano posto a intervalli regolari i personaggi del corteo funebre che lentamente incede verso la buia porta centrale: a sinistra la Carità guida un vecchio cieco, mentre al centro, fra due bambine, la Pietà a capo chino porta l’urna con le ceneri della defunta. Un drappo leggerissimo si distende cui gradini, collegando le figure e allo stesso tempo mostrando una continuità tra lo spazio esterno e l’interno della tomba, tra mondo dei vivi e mondo dei morti. All’angolo destro il Genio alato della Morte, appoggiato a un leone dormiente, esprime nella sua bellezza eterea un senso di pace e serenità. Nonostante abbia dovuto seguire il preciso programma iconografico imposto dal principe Alberto, Canova riuscì comunque a raggruppare tutte le figure in un’azione unitaria, di commovente intensità emotiva, recuperando il motivo antico, di tradizione pagana, della processione funebre che accompagna le ceneri nel sepolcro.

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