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Le Grazie

Una delle più note opere dello scultore neoclassico Antonio Canova è il gruppo scultoreo "Le Grazie", che costituirono una grande ispirazione per il letterato Ugo Foscolo, il quale scrisse un poema omonimo.
"Le Grazie" incarnano al meglio l'ideale canoviano e sono considerate simbolo del movimento artistico neoclassico.
Le tre Grazie sono le tre figlie di Zeus che di solito accompagnavano Venere; esse rappresentano rispettivamente lo splendore, la gioia e la prosperità. Tutte e tre sono cinte da un velo che rafforza il senso di unione, già rappresentato egregiamente dal loro abbraccio, che le unisce costituendo una figura piramidale.
Inoltre, la morbidezza e la sinuosità delle forme femminili determinano un ricco gioco di luci e ombre.

Amore e Psiche

Un'altra delle opere più note di Canova è "Amore e Psiche" per la cui realizzazione fu ispirato dalla fiaba omonima dello scrittore latino Apuleio.

Psiche, caduta in un sonno profondo per aver infranto un divieto di Venere, viene risvegliata da Amore, che la solleva con dolcezza.
I due sono in procinto di baciarsi ed esprimono contemporaneamente la grazie e la passione. Il marmo sembra animato da uno spirito vitale, d'altronde, infondere alla materia il calore della carne viva è un sogno che lo scultore ha sempre perseguito.
Quest'opera mostra una ricerca di equilibrio, resa ancora più complessa dalla posa divergente delle due figure, che però si uniscono armonicamente.
Il gruppo scultoreo possiede una forma aperta poiché è inserito nello spazio in più direzioni e lo spettatore deve perciò esaminare tutti i punti di vista dell'opera.

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