Antonio Canova (1757 - 1822)

Il suo carattere era semplice e riservato ed era dedito al lavoro e al dovere. Amava Roma e l’arte come forma di vita. Fa il suo apprendistato a Venezia e qui apre uno studio nel 1775. Nel 1779 già si trasferisce a Roma. Segue corsi di nudo all’Accademia di Francia e qui a Roma risiede per quasi tutta la vita. Amato da amici e potenti e ha molti incarichi dalla nobiltà, da Napoleone, dai membri della sua famiglia, dallo Stato Pontificio e da molti altri. Muore a Venezia.
Canova segue i principi neoclassici di Winckelmann e i disegni non mostrano un’evoluzione nel tempo, ma un’attenzione per il nudo maschile e femminile per prendere la mano con i personaggi e le loro possibili posizioni ed espressione da utilizzare nelle sculture.
Amore e Psiche è un gruppo scultoreo che riprende la favola narrata nel romanzo L’asino d’oro di Lucio Apuleio. L’episodio scelto da Canova è quello in cui Amore rianima Psiche, svenuta perché aveva sfidato Venere aprendo contro il suo volere un vaso ricevuto nell’Ade da Proserpina. I giovani corpi non si stringono, ma si sfiorano con un sottile erotismo. Il dio contempla dolcemente il volto della donna amata, che ricambia con lo stesso sguardo, ognuno rapito dalla bellezza dell’altro. La scena è congelata nel momento prima del bacio. Guardando la statua di fronte è possibile tracciare idealmente due archi che si intersecano proprio al centro dei due volti: il primo dall’ala sinistra di Amore fino ai piedi di Psiche, il secondo dall’ala destra di Amore fino ai suoi piedi. Le braccia di Amore e quelle di Psiche formano due cerchi che sottolineano il punto di incontro degli archi. È possibile osservare l’opera a 360 gradi, la quale offre sempre nuovi dettagli e prospettive.

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