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Brunelleschi

Nasce nel 1377 e muore 1446. Brunelleschi nasce a Firenze da una famiglia abbastanza agiata e fa studi umanistici ma soprattutto scientifici. I suoi inizi come artista avvengono nel campo dell’oreficeria, ma poi si specializzerà soprattutto nell’architettura. Nella sua vita sono stati molto importanti i suoi viaggi a Roma poiché egli va con Donatello e Brunelleschi vuole scoprire il segreto della perfezione degli antichi. Egli partecipa al concorso per realizzare la porta nord del Battistero di Firenze. Però il concorso lo vinse Lorenzo Ghilberti.

La cupola di Santa Maria del Fiore

Brunelleschi vinse il concorso per realizzare la cupola di Santa Maria del Fiore di cui il primo progetto fu fatto da Arnolfo Di Cambio, continuata poi da Giotto fino alla sua morte e continuata ancora da Francesco Talenti e Giovanni il Lapo Ghi. La realizzazione della cupola presentava molte difficoltà:

-La dimensione, la cupola doveva avere il diametro della cupola del Pantheon, la più grande cupola mai realizzata 45,50
-Realizzazione di una centina di legno molto grande e quindi i costi erano troppo elevati e doveva essere molto robusta.
-I ponteggi degli operai con cui dovevano lavorare erano difficili da realizzare poiché la cupola doveva essere realizzata a circa 50m di altezza.
La prima volta non lo vinse nessuno, la seconda volta sia Brunelleschi che Ghilberti, però è Brunelleschi che ha trovato il metodo della copula, infatti poi il merito va pienamente ad egli. Non fu facile fa accettare questo progetto, infatti inizialmente fu presto per pazzo. Ci narra Vasari che Brunelleschi veniva preso in giro dalle persone, poiché egli proponeva una cupola autoportante cioè una cupola che non aveva bisogno delle centine, inoltre propone una cupola a doppia calotta cioè due cupole, una interna portante e una esterna che la protegge dagli agenti atmosferici. La cupola è a base ottagonale, cioè formata da 8 spicchi, all’esterno vediamo 8 costoloni principali e 16 secondari. Ci sono altri costoloni orizzontali che collegano quelli verticali. Il tutto viene eseguito s simultaneamente. Ci sono, inoltre, i collegamenti tra la cupola interna e quella esterna cosi da poter visitare la cupola internamente fino ad arrivare alla lanterna, la parte finale, che si conclude con una cuspide, un globo e una croce. Presenta delle aperture ad arco, dove si può vedere Firenze dall’alto. Brunelleschi usa una muratura a spina di pesce, e ciò consente che la particolare posizione dei mattoni rende possibile l’autoportanza, infatti la usa anche nei ponteggi. Inoltre non fa la cupola a tutto sesto ma leggermente a sesto acuto perché le spinte sono minori e inoltre è più armonica nel contesto della città di Firenze come anche i mattoni rossi e i costoloni bianchi. Con Brunelleschi l’architetto diventa un vero e proprio intellettuale capace di fare un progetto scientifico. Come i vecchi architetti egli è sempre presente sul cantiere e egli perché far capire agli operai faceva i modellini, ne verificava la resistenza e usava anche patate.

Facciata sulla piazza dell’ospedale degli innocenti.


Era un orfanotrofio. Brunelleschi propone questa faccia con 9 archi a tutto sesto e si sviluppa in orizzontale, lontano dai canoni gotici. Utilizza gli elementi dell’architettura classica, colonne composito, mischio tra corinzio e ionico. Tra le colonne ci sono i clipei, citazione c romana.
Su ogni arcata c’è una finestra con il timpano triangolare. Brunelleschi sceglie un modulo, cioè l’altezza della colonna, e tutto l’edificio è fatto con multipli e sottomultipli di essa. La larghezza di ogni arco è pari all’altezza della colonna, la distanza che passa tra la prima è uguale all’altezza della colonna, la distanza tra base della colonna e la seconda imposta dove stanno le finestre è pari due volte l’altezza della colonna. L’altezza delle finestre è pari a metà colonna. Il fatto che ogni parte del portico avesse l’altezza uguale alla larghezza e come se lui avesse realizzato dei cubi, cioè pianta quadrata che è una figura che nell’antichità era considerata perfetta perché la ritroviamo anche nel corpo umano. Usa, inoltre, sotto il porticato la volte a vela, cioè una semisfera tagliata sui quattro lati.

Sagrestia di San Lorenzo

Si trova all’interno della basilica di San Lorenzo a Firenze. Si chiama vecchia perché dopo molti anni Michelangelo realizzerà un’altra sagrestia che noi chiameremo nuova. La pianta è quadrata, su di essa è impostata una cupola a base circolare, altra figura considerata perfetta. Da quest’ambiente lì dove c’è l’altare a un altro ambiente sempre di base quadrata e sempre con sopra una cupola. Le proporzioni sono studiatissime perché l’altezza è uguale all’altezza, quindi sono ambienti cubici. Usa elementi della cultura classica come archi a tutto sesto, le volte con triangolo, colonne ordine dionico. Usa secondo la tradizione fiorentina la bicromia, cioè il doppio colore della pietra del marmo di Carrara e verde. A Firenze la bicromia dava sempre un senso di classicismo perché attraverso essa s’identificano le proiezioni matematica e geometriche degli edifici. Ma la sua bicromia è di tipo disegnativo, cioè gli elementi più scuro non sono a rilievo sulla base chiara come se fossero disegnati e non rilevati mentre Michelangelo userà una bicromia a rilievo. La cupola dell’ambiente più piccolo presenta una decorazione che imita la volta celeste e si conclude con una bellissima lanterna.

Basilica di San Lorenzo.

E' a tre navate con archi a tutto sesto, dove non c’è verticalismo e alle cappelle laterali si accede con archi ai lati dei quali ci sono delle paraste corinzie con sopra l’architrave. Le colonne della navata centrale avevano il cosiddetto dado Brunelleschiano, cioè una specie di pulvino(Un elemento architettonico strutturale a forma di tronco di piramide rovesciata, posto tra il capitello e l’imposta dell’arco). Questi dadi assomigliano a un progetto di trabeazione con la tripartizione che avevano negli ordini classici. C’è la bicromia in modo che esaltava la visione prospettica. Lui che ha trovato le regole scientifiche della prospettiva quando ha progettato questa basilica già sapeva come prospetticamente l’osservatore avrebbe visto la basilica e quelle linee ci danno il senso di profondità ma egli spezza questa figura prospettica con l’elemento orizzontale della zona dell’altra perché se no ci sarebbe stato un senso di infinito, perché egli da buon uomo del rinascimento vuole una zona delimitata. La faccia non è mai stata realizzata.

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