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Pieter Bruegel il Vecchio - Cacciatori nella neve

Il problema di ottenere una rappresentazione credibile della realtà fu risolto, a differenza di quanto aveva fatto Masaccio, dagli artisti fiamminghi, che non scelsero la via della sintesi spaziale, ma si soffermarono sulla descrizione minuziosa e analitica dei dettagli. Il fiammingo Pieter Bruegel il Vecchio, che intorno alla metà del XVI secolo da Anversa venne in Italia, realizzò vedute di Roma e Napoli e numerosi disegni di paesaggi alpini, utilizzati in seguito in quadri di grandi formati. Ne è un esempio Cacciatori nella neve, appartenente ad una serie dedicata alle stagioni dell'anno, in cui sono presentate, come di consueto, le attività svolte nei vari mesi. Bruegel amava dipingere paesaggi sconfinati, ripresi dall'alto, a volo d'uccello e popolati da creature piccolissime dedite alle più diverse occupazioni: in questo quadro, dietro i cacciatori in primo piano, si scorgono alcuni contadini che preparano il fuoco davanti alla loro locanda; sulla destra, in mezzo alla vallata, si estende il villaggio e nei canali ghiacciati i suoi abitanti attendono la fine dell'inverno, dedicandosi ai loro sport preferiti; in fondo all'orizzonte si innalzano maestose cime innevate, con picchi rocciosi dai profili dentellati. Attraverso una composizione equilibrata, Bruegel riuscì a cogliere l'essenza della stagione invernale, trasmettendo una visione serena della natura e del mondo.

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