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Sandro Botticelli


Sandro Botticelli è un artista che nel panorama della pittura rinascimentale quattrocentesca è abbastanza singolare nella scelta del linguaggio. Utilizza molto meno di altri suoi contemporanei la prospettiva per definire uno spazio “razionale”. È sicuramente un artista più influenzato dalla cultura pittorica tardo trecentesca, tra cui quella della scuola senese (Ambrogio Lorenzetti), ossia una pittura che tende a privilegiare la figura umana e ad utilizzare una linea sinuosa. Questa linea sinuosa diventa nelle opere di Botticelli la sua cifra significativa, riconoscibile, che si nota per esempio nel modo in cui descrive le capigliature femminili, ma non solo. C’è una sorta di ridondanza nell’impiego della linea curva che tende a ammorbidire le figure rappresentate, perché ovviamente la linea curva, rispetto a quella retta, produce una percezione più morbida e meno rigorosa. Questa linea curva la si ritrova non solo nei volti e nella capigliatura, ma più in generale nella postura dei suoi protagonisti, come nel caso della primavera e della nascita di Venere.
Per altro Botticelli vive e lavora a Firenze in un periodo in cui la cultura della città è permeata dall’influenza filosofica del neoplatonismo, cioè la ripresa di alcuni temi della filosofia platonica che ebbe in Marsilio Ficino una sorta di teorico. Secondo questa teoria si attribuiva alla bellezza un valore anche cristiano e si riteneva che la bellezza fosse lo strumento attraverso il quale avvicinarsi a Dio. Questa influenza culturale giustifica la scelta di Botticelli di rappresentare temi mitologici, che nella filosofia neoplatonica assumono un valore cristiano. La Venere quindi, intesa come massima espressione della bellezza, non è solo un tributo alla classicità e al mito greco, ma anche una sottolineatura dell'importanza di una vita cristiana.
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