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Sandro Botticelli, un pittore alla corte di Lorenzo il Magnifico

Alessandro di Mariano Filipepi, detto Botticelli (Firenze, 1445-1510), è certamente una delle figure più rappresentative della cultura fiorentina della seconda metà del Quattrocento.
sua opera consente di tracciare l’evoluzione dell’arte rinascimentale a Firenze dalla fase” aurea”, sotto l’influsso di Lorenzo il Magnifico, alla sua crisi, manifestatasi alla fine del Quattrocento.
Botticelli seppe interpretare con sensibilità il pensiero di matrice neoplatonica e il raffinato clima della corte dei Medici, realizzando, oltre ad opere di soggetto sacro, numerosi dipinti a tema mitologico, intesi come allegorie da interpretare in chiave morale.
Strumento privilegiato è il disegno; il suo stile, infatti, si distingue per l’estrema finezza della linea, che delimita le forme con andamento continuo e sinuoso, cui si associano colori preziosi e chiari, dagli splendidi effetti di trasparenza.

La fama dell’artista è legata in modo particolare alla corte medicea, con la quale entra in rapporto duraturo nel corso degli anni Settanta. Le prime committenze dirette da parte dei Medici risalgono al 1475, con uno stendardo in onore di Giuliano per il torneo disputato in Santa Croce nel gennaio di quell’anno (poi cantato da Poliziano nelle famose Stanze) e due ritratti dei fratelli.

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