Ominide 2005 punti

La nascita di Venere


La Nascita di Venere è una tempera su tela e costituisce in un certo senso una sorta di antesignana della Primavera, essendo stata probabilmente dipinta dopo il ritorno dell'artista da Roma per l'affresco della Cappella Sistina. Anche qui è presente il riferimento alla filosofia neoplatonica, ovvero all’importanza della bellezza nella vita dell’uomo: a lungo tempo la Venere ha rappresentato il canone per la bellezza femminile.
Inizialmente era destinata al castello di Pierfrancesco de Medici, circa 1484. Si coniuga insieme la classica iconografia riservata alla nascita di Cristo con il tema profano (soggetto principale al centro, sulla destra qualcuno che lo sostiene sulla sinistra altre figure).

È quasi completamente assente il chiaroscuro. Venere viene sospinta in direzione dell’isola di Cipro, verso la ninfa Flora, da Zefiro, vento sud-orientale insieme a Clori, l’intero paesaggio è estremamente essenziale, basti guardare le increspature praticamente assenti del mare. L'interpretazione maggiormente accreditata è quella che vede Venere come allegoria dell'amore quale forza che dà vita a tutte le cose. Il fatto che Venere sia nuda probabilmente per i contemporanei di Botticelli probabilmente non stava a significare una mera esaltazione della bellezza femminile, quanto più che altro un'esaltazione della purezza raggiungibile solo attraverso un attento studio dei valori dell'humanitas. Un'altra interpretazione vuole vedere in Venere la celebrazione della nascita di un nuovo membro della famiglia dei Medici. Un'altra interpretazione è ancora quella che vede Venere come Simonetta Vespucci, amante di Giuliano de Medici, e le altre due donne Caterina Sforza e Semiramide.
Hai bisogno di aiuto in Dal Rinascimento al Romanticismo?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email