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Francesco Borromini

L’architetto Borromini fu coetaneo e rivale di Bernini perché i due avevano una diversa concezione artistica.
Se Bernini era estroverso, e con le sue opere esaltava il trionfo della chiesa cattolica, Borromini era molto più introverso.
Inoltre secondo Borromini la verità andava ricercata nell’intimo dell’animo umano, mentre secondo Bernini essa discende dall’alto.
In Borromini il linguaggio è sommesso, gli spazi limitati e i materiali poveri.
Mentre Bernini era l’artista della corte pontificia e la sua carriera è stata travolgente, Borromini lavorava solo per gli ordini monastici e la sua carriera è stata piena di delusioni.

Chiostro convento San Carlo alle 4 fontane

Quest’opera ha le tipiche forme cinquecentesche:

- Al piano inferiore c’è il porticato con colonne tuscaniche collegate da architravi aventi una doppia cornice sporgente che funge da capitello e alternati da archi.
- Al piano superiore c’è un loggiato.
Invece che la sicurezza della chiesa ufficiale, qui prevale il dubbio e il silenzio della riflessione.
La pianta della chiesa è ellittica e disposta in modo longitudinale, dando un senso di compressione.
Notiamo l’alternanza di curve concave e curve convesse.

Sant’Ivo alla Sapienza

La pianta è formata da 2 triangoli equilateri sovrapposti e invertiti, alcune punte sono arrotondate e altre rientrano creando un’alternanza di linee concave e convesse.
In questo modo l’attenzione dello spettatore è attratta dall’andamento mosso delle pareti.
Anche all’esterno vale il discorso dell’alternarsi di concavità e convessità.
Sul lato minore sorge la chiesa.

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