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Borromini nato nel Canton Ticino si trasferì a Milano per imparare i fondamenti dell’architettura. È principalmente un tecnico e architetto. riflessivo, problematico, sempre dedito allo studio e curioso. Si libera dell’influenza rinascimentale e concretizza il concetto di specializzazione. Si basava molto sul disegno, realizzato con la grafite. Rispetto a Bernini è più geometrico e lavora sull’intersezione di più forme. Muore a Roma. –formazione come scalpellino nei cantieri in Lombardia – rigore e ossessione per i dettagli – forzatura delle superfici in continuo movimento covesso concavo – uso di materiali poveri(antimonumentalismo). Era legato a confraternite non alla corte papale.
Galleria di Palazzo Spada grande sontuosità ma non del dettaglio, impostazione/visione a cannocchiale come Scala Regia, ma più rigorosa/geometrica/canonica. La geometria domina: pavimentazione quadrettata, volta a botte cassettonata. bicromia e monocromia, diversamente da Bernini.

Sant’Ivo alla Sapienza planimetria basata sulla curva e la controcurva attraverso figure geometriche, la quale viene ripresa dalla copertura. Ingresso preceduto da un cortile preesistente, la quale struttura viene ripresa nella facciata. la monocromia è ricorrente, il bianco. La cupola è spiraliforme e la lanterna con la quale culmina è piena di dettagli.
San Carlino chiostro pianta rettangolare, doppio ordine di colonne tuscaniche e trabeate all’interno Borromini gioca sull’alternanza degli elementi sul vuoto-pieno, vi sono delle architravi. La cupola all’interno ha forme-elementi cassettonati (croci e forme poligonali, e ha una finestra centrale dalla quale penetra la luce. All’esterno, siccome da sulla strada, Borromini ha trovato una soluzione d’angolo: smussa l’angolo e vi mette un nicchia con un telamone con fontana, per sintonia con l’urbanità

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