Video appunto: Bernini, Gian Lorenzo - La Scala Regia

La Scala Regia



La Scala Regia fu realizzata da Bernini nel periodo 1662-1666, per collegare la Basilica di S. Pietro con i Palazzi Apostolici. Inizialmente, nella prima metà del Cinquecento, essa fu progettata da Antonio da Sangallo il Giovane, ma in seguito, il progetto fu notevolmente modificato da Bernini.

Nonostante uno spazio ristretto e irregolare a disposizione, l’artista è riuscito, con diversi accorgimenti, a rendere il significato di ascensione. Pe raggiungere questo obiettivo e per dare l’impressione al visitatore di trovarsi in uno spazio molto più ampio, Bernini ha diviso in due parti la rampa e ha fatto convergere nettamente le pareti con due file di colonne; questo rende l’insieme molto più slanciato di quanto non sia, oltre a conferire all’insieme un aspetto teatrale e scenografico. Anche l’altezza delle colonne è progressivamente decrescente e, nell’insieme, tutti questi accorgimenti ci danno l’impressione di uno scalone monumentale. Questa tecnica si chiama prospettiva accelerata che è l’esatto contrario della prospettiva adoperata da Bernini nel progettare la piazza davanti S. Pietro, dove, invece, si trattava di diminuire artificialmente la distanza per poter mantenere l’aspetto imponente della cupola michelangiolesca. La rampa ha la forma di una scala affiancata da entrambe le parti da una fila di colonne che sostengono una volta a botte. All’inizio, si nota lo stemma di papa Alessandro VII con due angeli scolpiti in marmo.

Alla base, Bernini collocò la statua dell’imperatore Costantino, mentre dall’altra parte fu posta la statua equestre di Carlo Magno.
La luce entra da una finestra del primo pianerottolo, poi da una successiva posta in corrispondenza del secondo, che dà l’impressione di essere molto lontana. La luce entra e abbaglia il visitatore che sta salendo e ogni elemento viene posto in contro luce in modo tale da far dissolvere i contorni di ogni elemento architettonico.