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Nel primo passo, proveniente dal Prologo del trattato sull’architettura, Alberti mostra quali siano il ruolo e il compito dell’architetto,che incarna il nuovo ideale di artista. nella seconda parte, il discorso sull’arte dell’edificazione si allarga al più vasto discorso sull’armonia come fine, che deve rispecchiarsi nell’opera architettonica stessa.

Architettura e bellezza

Leon Battista Alberti definisce nel Prologo la duplice dimensione dell’operato artistico. L’architetto deve essere in grado di concepire nella propria mente un’idea, ma anche possedere le competenze tecniche per darvi realizzazione concreta. Di conseguenza l’artista deve avere una formazione ampia e varia («la padronanza delle più alte discipline»,rr. 5-6) che implica la conoscenza dei corpi e del loro comportamento («spostamento dei pesi … congiunzione dei corpi», rr. 2-3) e una più innata sensibilità per i «bisogni dell’uomo» e per «bellezza … armonia». L’attività del costruire, infatti, è radicata nell’animo e deve tendere alla realizzazione della bellezza, cioè a un’armonia tra le parti tale che ogni minima modifica renderebbe meno bello il tutto. In tal senso, Alberti parla della creazione architettonica come di una creazione quasi divina: essa, infatti, comporta l’impegno di «tutto l’ingegno e tutta l’abilità tecnica» (r. 13) ed è così complessa che neppure la natura è esente da errore.

Concretezza e astrazione

Hanno spazio in queste righe termini di pertinenza tecnico-scientifica (i pesi, i corpi ) e più astratti (i bisogni,
le alte discipline, la bellezza, l’armonia).

L’artista intellettuale

Alle numerose e innovative opere letterarie, Alberti affianca una produzione artistica altrettanto innovativa e sempre accompagnata dalla riflessione teorica, che si concretizza in fondamentali trattati sulla pittura (De pictura, 1435), sulla scultura (De statua, 1464) e sull’architettura (De re aedificatoria, 1485;). In queste opere è compiutamente tratteggiata la figura dell’artista-intellettuale, che affianca alla competenza tecnica la cura delle discipline di carattere morale e sociale, e fonda il suo lavoro su una salda consapevolezza teorica. Il concorso di questi aspetti consente al nuovo artista-intellettuale di conciliare i due criteri, essenziali per l’Umanesimo, della bellezza e dell’utilità.
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