Alabardiere: descrizione e stile


Il giovane è abbigliato in modo sobrio ma raffinato, come rivelano il collo dritto della camicia e gli ornamenti ai polsi che escono dall'ampia casacca rigonfia sul petto. Le spalle ruotano rispetto al bacino imponendo alla figura un leggero dinamismo controbilanciato dall'alabarda, serrata nella mano destra. Dietro l'adolescente si intravede un angolo del terrapieno creato per rafforzare il circuito murario medievale: Guardi dunque sarebbe l'emblema della coraggiosa virtù fiorentina, disposta a tutto per difendere la patria dall'arroganza del potere imperiale, una sorta di nuovo David troppo giovane per combattere ma che si schiera senza paura a favore della libertà e della "civiltà".
La soave bellezza della figura è da ritenersi quasi un riflesso del divino, in una Firenze che- cacciati i Medici una prima volta nel 1494 e poi ancora nel 1527- aveva proclamato, con la radicale esperienza di Savonarola, Gesù Cristo unico signore della città. I lineamenti del volto sono decisi e intensi, interpretati da Pontormo in chiave spiccatamente espressiva. Si ritrova in quest'opera la maestria dell'artista nel rendere la consistenza materica delle vesti che caratterizza tutta la sua attività come ritrattista.
Questo dipinto risale al 1529-1530 o 1537 ed è stato fatto con olio su tavola.
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