melaisa di melaisa
Ominide 2160 punti

Gli affreschi nel convento di San Marco


Nel 1438 l'Angelico entrò nel Convento fiorentino di San Marco, che in quegli anni veniva ricostruito dall’architetto e scultore Michelozzo grazie al patronato di Cosimo de' Medici il Vecchio. Il convento domenicano divenne subito un importante centro spirituale e culturale, protetto e finanziato da Cosimo, che spesso vi si ritirava a pregare: la sua preziosa biblioteca, aperta com’era anche agli umanisti forestieri, fu la prima istituzione “pubblica” di questo tipo dall'età antica.
Contemporaneamente al cantiere architettonico, Beato Angelico dipinse diverse opere su tavola e decorò a fresco, con l'aiuto di numerosi allievi, le celle dei frati, i saloni e i chiostri, per un totale di oltre cinquanta affreschi, terminando il suo lavoro intorno al 1450 e contribuendo così alla creazione di un complesso unitario e di altissimo valore artistico, tanto che oggi il convento è diventato un importante museo a lui dedicato.
Nel dormitorio, al primo piano del convento, l’Angelico decorò ogni cella con una scena tratta dalla vita di Cristo, in cui raggiunse il culmine della sua commossa e devota religiosità. Le composizioni sono semplici e di facile lettura, prive di inutili dettagli decorativi: il loro scopo, infatti, era fornire ai frati uno spunto per il raccoglimento e per la preghiera. Ciascun episodio è "presentato” all’osservatore da santi domenicani (Domenico, Caterina da Siena, Pietro martire e altri), nelle vesti di mediatori tra l’evento dipinto e la realtà. Sono opere "moderne”, tutte rigorosamente costruite secondo i nuovi canoni prospettici che l’Angelico riprende da Masaccio. Il risultato tuttavia è profondamente diverso da quello del grande protagonista del primo Rinascimento. I colori, chiari e luminosi, le figure esili e allungate e la luce nitidissima contribuiscono a creare atmosfere d’intonazione fortemente spirituale, prive di pathos, mentre gli affreschi di Masaccio (si pensi a quelli della Cappella Brancacci) colpiscono per la loro intensa e drammatica ambientazione, con gli episodi sacri che vengono calati in una realtà terrena e profondamente umana.
Una delle scene più emozionanti offerte alla meditazione dei frati raffigura Cristo deriso tra la Madonna e san Domenico (1439 circa). Se gli affreschi delle celle sono semplici, questo è addirittura astratto e simbolico. Cristo, frontale come un’icona medievale, indossa una veste candida, siede su un seggio rosso e ha alle spalle un semplice drappo verde: è bendato e regge la canna e il globo che per dileggio gli sono stati affidati come finto scettro regale e simulacro del potere universale. Attorno a lui si materializzano le immagini della derisione, sopravvivenze di antiche metafore del Medioevo: una testa di sgherro che si leva il cappello e sputa, una mano che lo percuote con un bastone, altre che si agitano in gesti minacciosi. La Madonna e san Domenico sono seduti sul gradino della nicchia che inquadra la composizione, tra il soggetto principale e l'osservatore, costruendo un rigoroso assetto prospettico all’interno di uno schema piramidale al cui vertice, più arretrato, è Cristo: la prima porta una mano al viso in atto di dolorosa riflessione, mentre il santo, assorto e con un libro sulle ginocchia, rappresenta un invito alla lettura dei testi sacri. La Madonna, una forma chiusa modellata dalla luce ispirata a Giotto e Masaccio, proietta una forte ombra sul pavimento. La nitida e profonda spazialità della scena dimostra come il pittore padroneggi le leggi della prospettiva brunelleschiana, ma anche come intenda adattarle alla propria spiritualità e al significato religioso di questi affreschi.
Dalle scene essenziali delle celle si passa a quelle più articolate sulle pareti dei corridoi, come si può notare confrontando due affreschi con il medesimo soggetto, Annunciazione della cella 3 (1440 circa) e Annunciazione del secondo corridoio (1449-50), il primo dipinto visibile salendo la scala d’accesso al dormitorio.
La prima Annunciazione è commovente nella sua semplicità devota e spirituale: la scena è ambientata in uno spazio disadorno e molto luminoso (simbolo della grazia divina), che ricorda la cella del convento, come se il fatto avvenisse realmente in quel preciso momento, per chissà quale miracolo, di fronte al suo occupante. L’angelo, dalle splendide ali variopinte che ricordano quelle del pavone, si avvicina dolcemente alla Vergine che, timida, inginocchiata con le mani al petto in gesto di umiltà, ha però un’espressione consapevole e uno sguardo intenso. Al margine della composizione, san Pietro martire contempla discreto la scena, modello di preghiera pei' l’osservatore esterno. L’Angelico utilizza qui le regole della prospettiva, ma il risultato non potrebbe essere più lontano dall’intenso realismo di Masaccio.
L’Annunciazione del secondo corridoio è ugualmente sobria e profondamente poetica, ma presenta maggiori concessioni ai dettagli realistici: questa volta la scena è ambientata all’aperto, in un chiostro che richiama quello appena realizzato nel convento da Michelozzo, con gli stessi candidi intonaci e i capitelli all’antica, mentre il giardino pieno di bori è interpretazione concreta dell’iconografia gotica dell’ hortus conclusus. Lo spazio architettonico è impostato prospetticamente con un punto di fuga centrale, come risulta evidente soprattutto nella successione delle arcate a sinistra. La Madonna ha posa e dimensioni più monumentali, senza perdere la semplicità richiesta dall’evento: l’abito non è ricco e il seggio è uno sgabello. Maggiore ricchezza cromatica, decorativa e luministica presenta invece l’angelo, anche qui provvisto di leggiadre e coloratissime ah, la cui posa diagonale guida lo sguardo di chi osserva verso la Vergine. La luce proviene da sinistra, ossia proprio dalla direzione della finestra più vicina lungo il corridoio, e rischiara il muro di fondo del chiostro e parte delle colonne e delle arcate: il contrasto luce-ombra contribuisce così alla scansione dello spazio.
Hai bisogno di aiuto in Dal Rinascimento al Romanticismo?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email