Dracery di Dracery
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Arte preistorica

Nell’arte preistorica non vi era l’idea del tramandare un qualcosa ai posteri (come poi invece si vedrà più avanti), tutto quello che sappiamo riguardo questo periodo è determinato da scavi archeologici ed esami eseguiti con il carbonio 14. In ogni sito archeologico i manufatti più antichi sono gli ultimi ad essere rinvenuti, a causa degli strati di terra soprastante.

Paleolitico: I materiali usato in questo periodo sono la pietra, per armi o per l’accensione del fuoco (gli strumenti venivano inoltre affilati e rifiniti con essa); e l’amigdala (dalla forma di mandorla), dove la parte superiore di essa era usata come arma da combattimento, posta in cima ad una lancia.

Mesolitico: I microliti erano manufatti più piccoli, sempre di pietra, maggiormente rifiniti e più taglienti

Neolitico: (6000-4000a.C.) La pietra veniva lavorata per oggetti dall’uso specifico, quali ad esempio la macina

Età del rame: Le armi venivano usate sia per procacciare il cibo, che per difendersi da eventuali predatori o da tribù avversarie

del bronzo: Il bronzo è una lega, formata da rame e stagno

del ferro: Il ferro è usato tutt’oggi, poichè ha la capacità di non rompersi (a differenza invece del bronzo)

Venere di Willendorf

11cm, pietra calcarea, 2000a.C

Lavenere di Willendorf è vista come la madre terra, a causa dell’assenza di tratti facciali; molta perizia è stata usata soprattutto nella parte superiore dell’opera, dove si può vedere una sorta di capigliatura di questa figura femminile.
L’assenza di statuette simili, con caratteristiche maschili, ha portato alla presupposizione di opere realizzate per lodare una qualche divinità legata al culto della fertilità (sia essa della terra, dei campi, o delle donne indigene); data anche dal notevole accentuamento degli organi sessuali.

I graffiti della grotta dell’Addaura

Nelle grotte dell’Addaura, sono stati ritrovati graffiti di animali, anche non appartenenti al parco europeo del tempo e di figure dalle sembianze antropomorfiche (l’uomo con la testa di uccello, rappresentante lo sciamano; nel momento della sua morte per mano di un toro) e zoomorfe (riprese poi in seguito dalla mitologia egiziana).
Le pitture sono realizzate con materiali tipici dell’epoca (usando il grasso animale/vegetale come collante), mischiandoli a terre ed acqua; i colori usati tendono alle tonalità del rosso/marrone, poichè erano le più semplici da reperire.
Si può denotare anche una sequenzialità delle immagini (teste feline o tori con tentativo di chiaroscuro), riprodotte nelle profondità della grotta; ciò farebbe pensare ad una sorta di rituale sciamanico.

Come una specie di “firma”, si trovano impronte di mani indigene usando la tecnica dello stencil.

Le abitazioni

L’uomo diventa sedentario, si stanzia dunque in abitazioni che devono però essere sicure da intemperie e predatori esterni, durature e funzionali.
La prima soluzione sperimentata è quindi quella delle costruzioni ipogee (sottoterra), essa aveva infatti i vantaggi dell’essere fresca, del richiamare alle abitudinarie caverne e del proteggere da animali; nonostante ciò esse vennero sostituite con costruzioni di tipo palafittico (sopra dei pali) a causa della possiblità per gli animali di precipitare e uccidere gli abitanti.
Il sistema palafittico dava una maggiore protezione dagli animali e dall’umidità, che invece era frequente con le precedenti abitazioni; inoltre con questo metodo vi era la semplicità del poter costruire anche sull’acqua.

La pietra

Spesso veniva utilizzata per rituali o per simbolismi magici come ad esempio Stonehenge (Inghilterra del Nord), dove si possono ammirare circoli di pietre che dovrebbero fungere dal calendario solare. La struttura inizialmente era composta dal solo cerchio minore e dall’altare; nel corso del tempo essa è stata ampliata.

Menhir: Blocchi di pietra piantate nel terreno, lo spostamento di esse richiederebbe uno sforzo immane, eppure pare che siano state trasportate con l’ausilio unico di tronchi di legno e grasso animale.

Dòlmen: Hanno una forma architettonica innovativa per il tempo (in pietra stabile), composta da due menhir paralleli sormontati da una pietra posta in orizzontale (sistema architravato)

Cromlech: E’ l’insieme che si trova a Stonehege, formato da due cerchi concentrici di menhir, in diminuendo verso il centro, dove si trovano cinque dolmen, posti ad architrave; al centro della struttura vi si trova un altare sacrificale.

I Nuraghi

Sardegna

Architetture a secco, senza malte; un esempio ne è la tomba di Agamennone; esse sono costruzioni a tronco di cono cavo, con una cosiddetta falsa cupola, poichè essa funziona strutturalmente come l’arco romano, ma non è supportata, come invece accade nell’arco, da alcunchè.
Prendendo una sezione di essa, notiamo la sua struttura formata da cerchi concentrici, il cui cerchio con diametro maggiore è posto alla base, mentre quello con diamtro minore in corrispondenza della cima.
Sono inoltre dotate di un’apertura architravata, che funge da porta d’accesso e che, grazie alla sua struttura, aiuta a sostenere il peso della costruzione.
Il principio tecnologico usato per queste costruzioni, le quali quelle di maggiori grandezza erano considerate maggiormente importanti, è il medesimo adoperato nella costruzione dei Trulli (Alberobello).

Sumeri

4000 a.C.

Dicèr era la più nota città-stato sumera, con una propria politica ed una propria economia; la cultura sumera è fortemente influenzata da quella egizia, a partire dal metodo di scrittura, essi infatti utilizzavano un tipo di scrittura cuneiforme, il cui nome è dato dallo strumento utilizzato; il cuneo, un’asticella con una punta ricurva alla base, usata per incidere su tavolette di creta o argilla. Questo tipo di scrittura è detta anche iconografica poichè associa ad ogni simbolo/figura utilizzati, un significato ben preciso che, vicino ad altri simboli, poteva leggermente variare (come i geroglifici per gli egizi).

I pochi capaci di scrivere erano gli scribi, sacerdoti sotto il comando del Re che tenevano per lui i conti e pregavano gli dei, essendo gli unici in grando di padroneggiare quest’arte.
I sumeri inoltre, furono i primi a pensare all’idea del sigillo, delle placchette in bronzo o pietra dura dalle quali, tramite la tecnica del bassorilievo, veniva asportato materiale fino ad ottenere lo stampo desiderato.

La Ziggurat

La Ziggurat era una piramide a gradoni, edificata nel centro della città-stato, che veniva utilizzata principalmente come tempio, in quanto si credesse che più in alto si trovasse il sacerdote, più vicino fosse al Dio. La parte inferiore invece, era adibita a magazzino, dove venivano conservati i sacchi di grano e altri rifornimenti di cibo per la città e il popolo, in previsione di improvvise carestie.

Tempio del Dio


Appartamenti regali


Zona nobiliare


Zona amministrativa/servitù


Magazzini

La Gudea

La Gudea (o patesi di Lagash), è un insieme di statuette votive raffiguranti il Re in preghiera; esse hanno tutte (27 in totale) lo stesso significato iconografico e vengono presentate in maniera simile tra loro: in piedi o sedute, con le mani giunte in preghiera e con incisioni in Sumer, linguaggio utilizzato dai sumeri.
La statuetta era dedicata alla dea Ghstinanna (divinità protettrice dell’acqua, da come si deduce dalla cascata d’acqua che fuoriesce dal vaso da essa tenuto in mano); all’altezza del gonnellino rituale, si possono trovare incise quelle che, molto probabilmente, erano delle preghiere e delle odi alla divinità.
La parte retrostante la statuetta è scarna e spoglia, ciò voleva probabilmente significare il verso di lettura, frontale, della stessa.

La stele degli avvoltoi

Essa è una tavola che racconta la sottomissione di un imprecisato popolo al re sumero; nell’opera si può notare una figura a sinistra che calpesta e sottomette al suo dominio un gruppo di persone, possibilmente si trattava appunto del re stesso, o un suo soldato, che sottometteva un popolo intero.
In questo caso, l’arte non aveva uno scopo estetico, ma esplicativo ed iconografico; dato che non tutto il popolo sapeva leggere e scrivere, ma tutto il popolo doveva conoscere le gesta e le imprese eroiche del proprio re.

Lo stendardo di Ur

Lo stendardo di Ur è una descrizione dell’attività cittadina quotidiana, dove si possono vedere contadini che arano i campi, persone (probabilmente sacerdoti) che pregano e il re con il proprio esercito che affronta, schiavizzandoli popoli stranieri. Anche in questo caso, come per l’opera precedente, lo stendardo ha una semplice funzione narrativa e non decorativa.

Babilonesi

XVI - VII a.C

I babilonesi erano una civiltà situata nella Mesopotamia, essi succedono immediatamente i sumeri, avendoli essi conquistati ed estinti


Stele di Hammurabi

Esso è il più importante documento babilonese, in quanto raccoglie le prime leggi scritte (282) imposte dal re alla popolazione; esse non erano giuste nè eguali, seguivano infatti la legge del taglione, secondo la quale allo sgarbo si rispondeva con uno sgarbo maggiore, o l’amputazione di arti.
Nella parte superiore della stele, possiamo riconoscere le figure del re babilonese Melishishu che porta al cospetto della dea Nanai, divinità con l’incarico di proteggere la sfera della vita riguardante la salute e la medicina, le sue figlie; il busto e gli occhi delle due figure in piedi (re e figlia) sono rappresentati frontalmente, la testa invece è posta di profilo.
Nonostante la divinità sia seduta sopra di un trono, si percepisce la sua importanza e grandezza, grazie alla rappresentazione gerarchica, ovvero il rappresentare, senza tener conto delle proporzioni reali, le figure più importanti in maniera più vistosa ed imponente, rispetto alle altre.

La torre di Babele

La torre di Babele è il soggetto di un mito biblico, dove la torre venne costruita per arrivare più vicini a Dio, in un epoca dove tutti parlavano la stessa lingua, ma Dio stesso creò scompiglio tra le genti e fece si che persone simili per aspetto parlassero lingue diverse e non si comprendessero più tra loro.
Essa ha la struttura di una ziggurat, della quale però sono stati ritrovati soltanto i piani più bassi, nonostante pare che essa si ergesse altissima nell’esatto centro della città-stato.
All’ingresso delle mura della città vi era la porta di Ishtat, essa era ricoperta con una prima forma di piastrelle vetrificate tramite la fusione a temperature molto elevate della sabbia silicia; per alzare il forno a temperature così elevate, venivano utilizzati piombo e carbonato di sodio. In questo modo veniva creato uno starto di copertura e protezione delle mura, evitando il loro deterioramento per le intemperie.

Assiri

VII - V a.C

Gli assiri vantano una produzione di opere ed oggettistica di qualità nettamente superiore, in quanto molto più fine, pregiata e dettagliata rispetto a quelle provenienti dalle precedenti civiltà.

Lamassu

Questo bassorilievo rappresenta una divinità concerne a molte culture mesopotamiche ed è situata all’ingresso della città, dove due Lamassu messi parallelamente, accolgono il visitatore direttamente.
Essi hanno 5 zampe due anteriori e tre posteriori; ciò conferisce alla creatura un senso di movimento se visto di profilo e di equilibrio (viene evitata l’assenza di una delle zampe), se visto invece frontalmente.

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